Articoli

2018 – SCUOLA ESTIVA UAI – OSSERVATORIO CAMPOCATINO (FR)

Lunedì 16 luglio 2018

Anche quest’anno l’Associazione Pontina di Astronomia sarà presente al consueto appuntamento della Scuola Estiva UAI, dedicato alla didattica dell’Astronomia per gli insegnanti.

Info Andrea Alimenti andrea.alimenti@astronomiapontina.it 349-6521625

2018 – INCONTRI DI ASTRONOMIA CON SORDOCIECHI – LUGLIO – CENTRO SANT’ALESSIO – ROMA

Roma    4 luglio 2018

Centro Sant’Alessio

Progetto

l’Associazione Pontina di Astronomia terrà degli incontri di astronomia dedicati agli utenti del centro diurno per sordociechi, del Centro Regionale Sant’Alessio di Roma, gestito dalla Dott.ssa Angelina Pimpinella.

A questi incontri parteciperanno sette persone sordocieche.

Sede degli incontri: Centro Sant’Alessio – Roma
Info: Andrea Miccoli cell. 347 5775180  andmiccoli@libero.it

2015 – PORTE APERTE ALL’ASTRONOMIA – Latina

Incontri settimanali con gli appassionati di Astronomia

PARLIAMO DI ASTROLABIO – Alida Giona

Lunedì  28 dicembre 2015 – 18:30

Sede  Saletta Quartiere Q5 

Largo Marcantonio Cesti

Coord.: 41°26’44.96” N ; 12°52’50.46” E

Programma

L’Associazione Pontina di Astronomia – Latina-Anzio-Nettuno per fornire un servizio in più agli amici vecchi e nuovi, apre la saletta situata nel quartiere Q5 con orario 18:30-20:00.

Successivamente, la sede sarà aperta tutti i lunedì non festivi.  

Se hai un telescopio ed hai qualche problemino nell’usarlo, vieni a trovarci e cercheremo di aiutarti: ultimo lunedì del mese ASSISTENZA AI TELESCOPI

Soci esperti sono a disposizione per fornire informazioni circa l’attività dell’Associazione, dare un aiuto a chi ha il telescopio e non sa dove iniziare, o per fornire un punto d’incontro per i soci vecchi e nuovi, dare la possibilità di discutere di scienza, ed assistere a presentazioni scientifiche su argomenti anche diversi dall’astronomia: astrofisica, astronautica, vita nello spazio, viaggi spaziali, …

Ingresso libero.

Programma Attività Particolari

Dicembre 2015

28 dicembre 2015 – 18:30 – Parliamo di Astrolabio – Alida Giona

Marzo 2015

2 marzo 2015 – 18:30 – Lezione 1 di Astrofotografia – Daniele Dimauro
9 marzo 2015 – 18:30 – Lezione 2 di Astrofotografia – Daniele Dimauro
16 marzo 2015 – 18:30 – Lezione 3 di Astrofotografia – Daniele Dimauro
23 marzo 2015 – 18:30- Riunione Consiglio Direttivo per Bilancio e prossime elezioni
30 marzo 2015 – 18:30- Assistenza telescopi

Febbraio 2015

2 febbraio 2015 – 18:30 –  Morfologia Lunare – 1^ parte – relatore Luigi Craus
9 febbraio 2015 – 18:30 –  Morfologia Lunare – 2^ parte – relatore Luigi Craus
16 febbraio 2015 – 18:30 – La Conquista della Luna – relatore Luigi Craus
23 febbraio 2015 – 18:30 – Assistenza Telescopi

Info: Domenico D’Amato 339-8437009 domdamato49@gmail.com  

La Mappa
Mappa

2016 – PORTE APERTE ALL’ASTRONOMIA – Latina

Incontri settimanali con gli appassionati di Astronomia

Lunedì 16 gennaio 2017 – 18:30

Lezione 2 – Corso Base di Fotografia

Sede  Saletta Quartiere Q5 

Largo Marcantonio Cesti

Coordinate: 41°26’44.96” N ; 12°52’50.46” E 

Programma

L’Associazione Pontina di Astronomia – Latina-Anzio-Nettuno per fornire un servizio in più agli amici vecchi e nuovi, apre la saletta situata nel quartiere Q5 con orario 18:30-20:00.

Successivamente, la sede sarà aperta tutti i lunedì non festivi.  

Se hai un telescopio ed hai qualche problemino nell’usarlo, vieni a trovarci e cercheremo di aiutarti: ultimo lunedì del mese ASSISTENZA AI TELESCOPI

Soci esperti sono a disposizione per fornire informazioni circa l’attività dell’Associazione, dare un aiuto a chi ha il telescopio e non sa dove iniziare, o per fornire un punto d’incontro per i soci vecchi e nuovi, dare la possibilità di discutere di scienza, ed assistere a presentazioni scientifiche su argomenti anche diversi dall’astronomia: astrofisica, astronautica, vita nello spazio, viaggi spaziali, …

Ingresso libero.

Programma Attività Particolari

– Lunedì 18 Gennaio 2016 – LA LUNA A BARCHETTA – Andrea Miccoli

Nel corso delle usuali riunioni del lunedì, il giorno 18 si terrà, presso la saletta Sovrani in Q5, una lezione speciale dedicata alla spiegazione del fenomeno della Luna a barchetta.

– Lunedì 15 febbraio 2016: 2016 – La Doppia Fenditura – Dott.ressa Daniela Carturan

– Lunedì 7 marzo 2016: 2016 Onde Gravitazionali, Queste Sconosciute – Domenico D’Amato

– Lunedì 4 aprile 2016: Riunione Consiglio Direttivo

– Lunedì 18 aprile 2016: Assemblea Ordinaria dei Soci 2016 per Bilancio 2015

– Lunedì 28 novembre 2016: Lez 1 – Corso Elementare di Fotografia

– Lunedì 12 dicembre 2016: Lez 2 – Corso Elementare di Fotografia

Ingresso libero.  

Info: Domenico D’Amato 339-8437009 domdamato49@gmail.com  

La Mappa
Mappa

 

2012-2013 – CORSO DI ASTRONOMIA  – Ardea

Domenica 16 giugno 2013 – ore 20:00 – Manifestazione astronomica con telescopi

MUSEO MANZU’

Via Laurentina km 32,000 – Ardea (Roma)

Consegna Attestati di partecipazione domenica 16 giugno ore 20.00 presso area sacra Colle del Noce 

Programma

Dodici lezioni quindicinali a partire da giovedì 10 gennaio 2013, ore 18:00-19:30.

Calendario delle lezioni

1) – Giovedì 10 gennaio 2013- 18:00-19:30

2) – Giovedì 24 gennaio

3) – Giovedì 7 febbraio

4) – Giovedì 21 febbraio

5) – Venerdì 8 marzo 2013 – 16:00-17:30

6) – Venerdì 22 marzo

7) – Venerdì 5 aprile 

8) – Venerdì 19 aprile

9) – Venerdì 10 maggio

10) – Venerdì 24 maggio 

Consegna attestati e serata con telescopi domenica 16 giugno 2013 presso area sacra Colle del Noce – ore 20:00. A seguire osservazioni guidate con telescopi.

Argomenti delle lezioni

1) – L’Universo: Nascita ed evoluzione dell’Universo

2) – La Terra: il legame tra il nostro pianeta e la Sfera Celeste

3) – I Movimenti della Terra: moto diurno e moto annuo della Terra e della volta celeste. L’Eclittica e lo Zodiaco

4) – Le Stagioni astronomiche della Terra. Moti millenari: La precessione degli equinozi

5) – Nascita del Sistema Solare e le leggi che regolano il moto dei pianeti

6) – Il Sole, la nostra Stella

7) – I pianeti interni: Mercurio e Venere

8) – I pianeti esterni: Marte, Giove, Saturno, Urano e Nettuno

9) – I corpi minori del sistema solare: Pianeti Nani, Plutoidi, Comete, Asteroidi e sciami meteorici

10) – La Luna: Origini. Movimenti, maree ed eclissi

Ogni lezione terminerà, tempo meteo permettendo, con una sessione pratica a cielo aperto, effettuata ad occhio nudo e col telescopio.

Sede: c/o Museo Manzù – Ardea (Roma).

Didatti: Antonio Francesco Piras, Domenico D’Amato.

Come iscriversi e costi:

Per partecipare occorre essere soci dell’Associazione Pontina di Astronomia – Latina-Anzio-Nettuno, la cui quota associativa è di € 30,00 l’anno, ridotto a € 15,00 per studenti, over 65 anni o componenti della stessa famiglia.

Coloro che fossero interessati sono pregati di comunicare la loro disponibilità, possibilmente via e-mail, a

Domenico D’Amato
cell: 339-8437009

e-mail: domdamato49@gmail.com

APA-lan:               

Domenico D’Amato
cell: 339-8437009

e-mail: domdamato49@gmail.com

2014 – PORTE APERTE ALL’ASTRONOMIA – Latina

Incontri quindicinali con gli appassionati di Astronomia

Lunedì 19 gennaio 2015 – 18:30-20:00 

Sede  Saletta Quartiere Q5 

Largo Marcantonio Cesti

Coordinate: 41°26’44.96” N ; 12°52’50.46” E 

PROGRAMMA

L’Associazione Pontina di Astronomia – Latina-Anzio-Nettuno per fornire un servizio in più agli amici vecchi e nuovi, apre la saletta situata nel quartiere Q5 a lunedì alterni a partire da lunedì 24 novembre 2014 – con orario 18.30-20.00.

Per il 2014 gli incontri sono così programmati:
     
– lunedì 24 novembre 2014 ore 18:30-20:00,
– martedì 9 dicembre 2014 ore 18:30-20:00,

si riprenderà poi con lunedì 19 gennaio 2015 – 18:30-20:00, a seguire tutti i lunedì fino al 31 maggio 2015.

Se hai un telescopio ed ha qualche problemino nell’usarlo, vieni a trovarci e cercheremo di aiutarti: ultimo lunedì del mese ASSISTENZA AI TELESCOPI (a partire dal 26 gennaio 2015). 

Soci esperti sono a disposizione per fornire informazioni circa l’attività dell’Associazione, dare un aiuto a chi ha il telescopio e non sa dove iniziare, o per fornire un punto d’incontro per i soci vecchi e nuovi, dare la possibilità di discutere di scienza, ed assistere a presentazioni scientifiche su argomenti anche diversi dall’astronomia: astrofisica, astronautica, vita nello spazio, viaggi spaziali, …

Ingresso libero.

Info: Domenico D’Amato 339-8437009 domdamato49@gmail.com  

La Mappa
Mappa

 

2012-2013 – AUTOGESTIONE: INTERVENTI DI ASTRONOMIA – LICEO SCIENTIFICO MAJORANA – LATINA

Mercoledì 27 marzo 2013

LICEO SCIENTIFICO E. MAJORANA 

Via Sezze – Latina

Anno scolastico 2012-2013 

PROGETTO

L’Associazione Pontina di Astronomia – Latina-Anzio-Nettuno, durante il periodo di autogestione degli studenti del Liceo Scientifico E. Majorana di Latina,
interviene proponendo due lezioni di carattere astronomico:

1) Comete – relatore Andrea Alimenti
2) Asteroidi – relatore Domenico D’Amato.

Possono presenziare unicamente gli studenti dell’Istituto stesso.

RICORDI 

2013-2014 – I. C.  DON MILANI – Latina

Sabato 14 dicembre 2013 -10:00

OPEN DAY

Anno scolastico 2013-2014

PROGETTO

Sabato 14 dicembre 2013 l’IC Don Milani d Latina organizza l’Open Day 2013.

Per l’occasione noi dell’ Associazione Pontina di Astronomia saremo presenti con dei telescopi per mostrare il Sole e Venere a tutti i visitatori della scuola.

La partecipazione è gratuita.

 

APPUNTI DI ASTRONOMIA 2011-2012
Domenico D’Amato
Andrea Miccoli

I N D I C E

Prefazione

1 –  Terminologia Astronomica
Introduzione alla Terminologia Astronomica
Angoli, Gradi e Distanze Angolari
Asse, Piano e Sfera
Piano dell’Equatore, Piano dell’Eclittica, Piano dell’Orbita
Distanze Astronomiche Assolute: Anno Luce, Unità Astronomiche, Parsec

2 – La Sfera Celeste
La Sfera Celeste
La Stella Polare
Orientarsi in Cielo
La Stella Polare tramite l’Orsa Maggiore
La Stella Polare Tramite Cassiopea
La Stella Polare Tramite il Triangolo Estivo
Equatore Celeste
Orientarsi di Giorno con l’Orologio ed il Sole

3 – L’Eclittica
L’Eclittica
Posizione dell’Eclittica in Cielo

4 – Le Coordinate Astronomiche
Coordinate Altazimutali
Coordinate Equatoriali
Coordinate Eclittiche
Coordinate Galattiche

5 – Il Moto del Cielo
Il Moto Diurno Del Cielo
Giorno Solare e Giorno Siderale
Meridiano Locale
Visione del Cielo a Diverse Latitudini
Stelle Circumpolari
Movimento delle Costellazioni

6 – Le Stagioni
Equinozi e Solstizi

Le Stagioni

7 – La Precessione Equinoziale
La Precessione
La Precessione Equinoziale
Spostamento dei Poli Celesti
Sfasamento delle Costellazioni
Anno Tropico e Anno Siderale

8 – Moti Millenari
Spostamento della Linea degli Àpsidi
Variazione Eccentricità dell’Eclittica
Variazione Inclinazione Asse Terrestre

9 – L’Universo: dal Big Bang al Big Crunch
L’Espansione dell’Universo
La Radiazione di Fondo
Il Big Bang
Le Nebulose e le Stelle
Le Galassie
Vita delle Stelle
Parametri delle Stelle
L’Universo Oggi

10 – Il Sole
Dimensioni del Sole
L’Osservazione del Sole
Cosa Osservare?

11 – La Luna
Accrescimento
Distacco
Cattura
Collisione
Mese Lunare Sidereo e Sinodico
Forma dell’Orbita Lunare
Fasi Lunari
La Superficie
L’Osservazione Lunare

12 – Le Eclissi
Eclissi di Luna, Eclissi di Sole

13 – Il Sistema Solare
Leggi di Keplero
La Legge della Gravitazione Universale

14 – I Pianeti Interni
Mercurio
Dati Rotazionali
Venere
Transiti di Venere sul Disco Solare
Dati Rotazionali

15 – I Pianeti Esterni
Quadratura, Moto Diretto e Moto Retrogrado
Marte
Giove
Saturno
Urano
Nettuno

16 – Corpi Minori del Sistema Solare
Asteroidi
Comete

17 – Il Tempo e le Carte Celesti
Equivalenza tra Misure Angolari in Ore e in Gradi
Le Mappe Stellari
Mappe Lineari
Mappe Polari
Utilizzo Pratico delle Carte Stellari
L’Astrolabio

18 – Strumenti per l’Osservazione del Cielo
La Luce
Lenti e Specchi
Il Binocolo
Il Telescopio
Telescopio Rifrattore
Telescopio Riflettore
Gli Oculari
Lente di Barlow
Diagonale
Accessori del Telescopio
Caratteristiche di un Telescopio
Difetti di un Telescopio
Le montature dei Telescopi
Montatura Equatoriale
Stazionamento di un Telescopio
Uso del Telescopio
Considerazioni per Osservare il Cielo

Bibliografia
————————————————
Nota di copyright: La riproduzione, anche parziale, del materiale qui riprodotto, è permessa solo per scopi didattici e non commerciali e dietro autorizzazione data dall’autore all’indirizzo: domdamato49@gmail.com, indicando sempre l’origine del materiale usato.

APPUNTI DI ASTRONOMIA 2011-2012

Domenico D’Amato
Andrea Miccoli

———————————————–

I N D I C E

PREFAZIONE

L’edizione di questo anno è praticamente la stessa della passata stagione.

Abbiamo provveduto ad aggiornare la parte riguardante il sistema solare, in seguito ai risultati dell’Assemblea Generale dell’International Astronomical Union (IAU) tenutasi a Praga nell’agosto 2006 e volta a definire in un modo inequivocabile la condizione di “pianeta”. L’esito finale ha portato l’introduzione di una nuova classificazione degli oggetti nel sistema solare: pianeta nano.

Plutone è stato così declassato a pianeta nano ed insieme a lui altri tre pianetini o asteroidi sono stati promossi a pianeta nano: Cerere
(ex asteroide), Sedna e Eris (conosciuto in precedenza col nome provvisorio di Xena).

In seguito a questa decisione il nostro sistema solare risulta formato ora da 8 pianeti maggiori e 4 pianeti nani, per un totale di 12, anziché 9 pianeti; questo non è definitivo ma a breve diventeranno molti di più.

Ciò che segue non vuole essere un compendio di astronomia completo né particolarmente approfondito, piuttosto una traccia che permette a colui che assiste ai corsi di riordinare successivamente le idee e di capire se esistono problemi di comprensione degli argomenti trattati, oppure da usare come semplice prontuario da consultare alla bisogna.

Una bibliografia finale elencherà alcuni testi specifici che ciascuno potrà procurarsi se avrà desiderio di conoscenza più completa ed approfondita di un certo argomento, come pure un elenco di siti web più importanti di carattere astronomico. 

Il corso è dedicato a persone che desiderano muovere i primi passi nella osservazione della volta celeste; saranno indicati man mano gli strumenti teorici e fisici che permettono di godere della visione di ciò che ci circonda, e della volta celeste in particolare, con un occhio più attento alla comprensione degli oggetti, delle loro posizioni, dei loro movimenti e delle loro interazioni.

Eviteremo l’uso di formule astruse (che non hanno alcuna utilità in questa sede) ed esporremo soltanto gli elementi generici, anche se specifici dell’astronomia, che permettono una comprensione migliore di ciò che si osserva.

Questi appunti sono suddivisi in lezioni che, nella nostra intenzione, rappresentano il programma su cui si sviluppa la nostra serie di lezioni, sia in ordine cronologico che in contenuto.

Speriamo di avervi dotato di uno strumento che vi potrà essere utile anche in seguito per semplice consultazione.

Ogni critica, sia per il contenuto che per l’esposizione, è ben accetta.

Domenico D’amato

Settembre 2011

———————————————————–

Nota di copyright: La riproduzione, anche parziale, del materiale qui riprodotto, è permessa solo per scopi didattici e non commerciali e dietro autorizzazione data dall’autore all’indirizzo: domdamato49@gmail.com, indicando sempre l’origine del materiale usato.

APPUNTI DI ASTRONOMIA 2011-2012

Domenico D’Amato
Andrea Miccoli 

INDICE

16 – CORPI MINORI DEL SISTEMA SOLARE

ASTEROIDI

I corpi minori del sistema solare sono costituiti da quegli oggetti vaganti che orbitano intorno al Sole.

Essi originano da punti di raccolta diversi nel sistema solare e rappresentano parti residue del materiale primordiale della nebulosa planetaria che ha generato tutto il sistema planetario e che non è stato inglobato nei pianeti.

Essi sono gli asteroidi, i meteoroidi e le comete.

Tra l’orbita di Marte e quella di Giove esiste una fascia, compresa tra 1,7 e 4 UA (Unità Astronomiche), in cui sono distribuiti abbastanza uniformemente a un’infinità di asteroidi, che vanno dal sassolino all’oggetto cosmico di dimensioni considerevoli.

Essi rappresentano la maggioranza degli asteroidi presenti nel sistema solare, per questo motivo prende il nome di “fascia principale degli asteroidi”.

La fascia ha delle zone prive di asteroidi; le orbite relative corrispondono a semplici funzioni del tempo orbitale di Giove: 14, 1/3, 12, 2/3,…

Ciò significa che gli asteroidi inizialmente presenti su queste orbite sono entrati in risonanza con l’azione gravitazionale ricorrente di Giove e sono stati scagliati lontano.

Alcuni di questi hanno acquisito delle traiettorie che intersecano le orbite di uno o più pianeti (Terra compresa) e, nel caso estremo, possono impattare con un pianeta: Mercurio, Luna e Marte, hanno la superficie disseminata di ferite inferte da questi corpi vaganti.

La Terra stessa ne presenta diversi, anche se i segni sono stati attenuati dall’erosione della pioggia e del vento.

Il primo corpo celeste di natura asteroidale scoperto è stato Cerere (da agosto 2006 promosso a pianeta nano), osservato dall’astronomo italiano Giuseppe Piazzi presso l’osservatorio di Palermo nel 1801.

Seguirono a breve, Pallade da parte di Olbers nel 1802 e Giunone da parte di Harding nel 1804.

Cerere ha un periodo orbitale di circa 4,6 anni ed un diametro di circa 1.000 km.

Gli asteroidi che sono fuori della cintura principale appartengono a diverse famiglie:

– i cosiddetti NEO (Near Earth Object = oggetti vicini alla Terra) sono quelli, che per la forma della loro orbita, possono avvicinarsi pericolosamente alla Terra; appartengono a questa classe di oggetti i gruppi Amor, Apollo ed Atena;

– i Centauri, sono asteroidi che circolano tra Saturno e Nettuno;

– i Transnettuniani o Kuiperoidi, sono quelli provenienti dalla cintura di Kuiper, con semiasse maggiore compreso tra 30 e 38 UA (Unità Astronomiche);

– i Troiani, asteroidi che sono posti sulla stessa orbita di Giove, nei punti Lagrangiani, così chiamati in onore del matematico Lagrange, che per primo teorizzò l’esistenza di questi punti particolarmente stabili nei confronti dell’azione gravitazionale del Sole e di Giove stesso. Tali punti si trovano sul vertice di un triangolo equilatero, di cui un altro vertice è occupato da Giove e l’altro ancora dal Sole (vedi fig 16.1).

 

Fig, 16.1 – Posizione dei Troiani sull’orbita di Giove

Fig, 16.1 – Posizione dei Troiani sull’orbita di Giove

Molti di questi oggetti sono rivelabili al telescopio, anche se con difficoltà, durante fotografie di lunga posa; eventuali asteroidi di sufficiente luminosità, presenti nel campo stellare, lasciano una traccia che si differenzia dalla forma puntiforme delle stelle (sempre che l’inseguimento per contrastare la rotazione terrestre sia stato soddisfacente).

La loro visione telescopica è molto difficile perché sono degli oggetti piccoli e solitamente scuri.

I meteoroidi sono quei corpi celesti che si manifestano come meteore.

Essi sono generalmente i residui lasciati da comete lungo la loro orbita.

Quelli con dimensione molto piccola, inferiori al centimetro, quando impattano con l’atmosfera vaporizzano ad un’altezza compresa tra 90 e 120 km, lasciando dietro una piccola scia luminosa.

Dimensioni superiori (comprese tra 1 cm e 50 cm) danno luogo ai bolidi, oggetti molto brillanti che lasciano una scia persistente in cielo e talvolta anche un rumore prolungato di tuono.

I corpi più grossi sono generalmente d’origine asteroidale e raggiungono gli strati più bassi della atmosfera e talvolta raggiungono il suolo ove, se individuati per tempo, possono essere recuperati e prendono il nome di meteoriti.

Dal punto di vista osservativo, sono importanti i cosiddetti sciami meteorici, formati dal materiale residuo di comete transitate in passato e che, impattando con l’atmosfera terrestre, determinano una pioggia più o meno consistente di meteore o bolidi, che offrono in determinati periodi uno spettacolo molto suggestivo.

Esistono diversi sciami, il più famoso è quello delle Perseidi (anche conosciuto come Lacrime di San Lorenzo), che raggiunge il suo culmine intorno al 10 agosto.

Il nome deriva dalla costellazione di Perseo, la zona di cielo da dove sembrano provenire le meteore.

Questo sciame è formato dai detriti lasciati dalla cometa Swift-Tuttle.

Un altro sciame è quello delle Leonidi, che ha il suo massimo intorno alla metà di novembre.

Il nome deriva dalla costellazione del Leone, da cui la pioggia di meteore sembra provenire.

Responsabili di questo sciame sono i detriti lasciati dalla cometa Tempel-Tuttle.

Cronache del tempo riferiscono che in Venezuela, la notte del 12 novembre 1799, si videro oltre 60.000 meteore in due ore! Una pioggia innaturale che spaventò la popolazione.

A Boston (USA) si contarono oltre 240.000 meteore in tutta la notte.

Esistono altri sciami minori, che sono meno appariscenti perché interessano orbite di comete passate molto tempo addietro e di cui la maggior parte del materiale si è oggi disperso.

In uno sciame meteorico, si chiama radiante quel punto di cielo da cui sembra generarsi tutto lo sciame. infatti, registrando su una mappa stellare più tracce di meteore, pur avendo direzioni diverse, notiamo che tutte sembrano provenire da un punto preciso nel cielo: appunto, il cosiddetto radiante.

Lo sciame prende così il nome dalla costellazione che contiene il radiante.

COMETE

Le comete sono dei corpi celesti di dimensioni limitate, variabile da pochi chilometri a qualche decina di chilometri: la Hyakutake 1996 B2 aveva un diametro di circa 2-3 km, la P/Swift-Tuttle ha un nucleo di circa 24 km e la Hale-Bopp ha un nucleo stimato tra 20 e 40 km.

Il nucleo è composto per lo più da acqua ghiacciata e da altri materiali non consolidati, per questo gli viene anche dato la denominazione di palla di neve sporca.

I materiali di cui sono composte le comete, a differenza degli asteroidi, quando si avvicinano al Sole sublimano, dando vita a molteplici getti di materiale, che viene disperso nell’intorno (la chioma) e dietro (la coda).

La spinta del vento solare (l’insieme delle particelle ad alta energia generate dall’attività solare) disperde il materiale in senso radiale (vedi fig 16.2).

Fig 16.2 – Le comete sviluppano la coda dalla parte opposta del Sole, in senso radiale

Fig 16.2 – Le comete sviluppano la coda dalla parte opposta del Sole, in senso radiale.

I segni di sublimazione dei materiali volatili hanno inizio quando la cometa si trova a circa 5-6 UA di distanza dal Sole.

Le comete originano da un raggruppamento di materiale primordiale noto col nome di nube di Oort.

Tale nube si estende fino a circa 100.000 UA, circa un terzo della distanza tra il Sole e la stella più vicina, Proxima Centauri, che di è circa 270.000 UA, ossia circa 4 anni-luce.

Le comete si dividono in due grandi classi: comete di corto periodo e comete di lungo periodo.

Le comete di corto periodo sono quelle che ritornano entro 200 anni.

Hanno un’orbita molto eccentrica rispetto ai pianeti ma compresa interamente entro il sistema solare.

Le comete di lungo periodo sono quelle che ritornano dopo oltre 200 anni.

Sono caratterizzate da un’orbita iperbolica e non ellittica e non sembrano provenire da un punto preciso del sistema solare o dai suoi dintorni.

Molte di queste sono state viste una sola volta: la Kohoutek ha un periodo calcolato che eccede i 70.000 anni!

Non tutte le comete hanno una traiettoria che permette loro di sopravvivere al Sole: la maggior parte finisce per precipitarvi sopra nella fase di avvicinamento.

Altre possono essere perturbate dall’azione gravitazionale dei grandi pianeti (ad esempio Giove) e, cambiando direzione potrebbero finire così per impattare qualche pianeta (se succedesse alla Terra i risultati sarebbero catastrofici).

Le comete costituiscono un campo di notevole interesse nell’osservazione amatoriale, soprattutto perché l’eventuale scopritore ha il diritto di dargli un nome (anche il proprio).

Tale pratica oggi è diminuita notevolmente per l’esistenza di sonde spaziali, deputate alla ricerca sistematica delle comete: agli amatori sono rimaste soltanto le briciole.

Benché le comete inizino ad avere una chioma ed una coda a distanza di 5 o 6 UA dal Sole, è comunque troppo debole per essere osservata dalla Terra con mezzi amatoriali.

Una cometa diventa interessante ad una visione telescopica quando è molto vicina al Sole.

Una eventuale ricerca deve perciò essere fatta (soprattutto per quelle più deboli) nelle vicinanze del Sole e quindi prima dell’alba e subito dopo il tramonto.

APPUNTI DI ASTRONOMIA 2011-2012

Domenico D’Amato
Andrea Miccoli

17 – IL TEMPO E LE CARTE CELESTI

EQUIVALENZA TRA MISURE ANGOLARI IN ORE E IN GRADI

Come già detto, la misura dell’Ascensione Retta è espressa in ore, minuti e secondi anziché in gradi.

Ecco uno schema di corrispondenza tra ore e gradi (vedi fig 17.1).

Fig. 17.1 – Corrispondenza tra misure angolari in ore e misure angolari in gradi

Fig. 17.1 – Corrispondenza tra misure angolari in ore e misure angolari in gradi.

Ulteriori trasformazioni:

Angoli                   Tempo

360°                     24 ore
15°                        1 ora
5°                        20 min
1° (=60’)             4 min
15’                       1 min
5’                       20 sec
1’                        4 sec
15”                    1 sec

LE MAPPE STELLARI

MAPPE LINEARI

La prima carta è una mappa lineare in cui è rappresentato un reticolo. 

Nella parte centrale è indicato orizzontalmente l’equatore celeste.

La linea dalla forma sinusoidale, che si snocciola a cavallo dell’equatore celeste, è l’eclittica (vedi fig 17.2).

 

Fig 17.2 – Mappa stellare lineare.
Fig 17.2 – Mappa stellare lineare.

Le linee orizzontali, al di sopra e al di sotto dell’equatore celeste, indicano la declinazione: da 0° a +60° verso nord e da 0° a –60° verso sud.

La limitazione a 60° è dovuta al fatto che tale mappa è ottenuta proiettando le stelle (verso l’esterno) su di un cilindro con diametro uguale alla sfera celeste ed orientato lungo lo stesso asse nord-sud celeste.

La forma delle costellazioni si dilata a mano a mano che ci si allontana dall’equatore, ed oltre i 60° di declinazione le costellazioni diventano irriconoscibili.

Le linee verticali indicano l’ascensione retta, in ore: da 0h a 24h=0h.

Ribadiamo che la posizione delle stelle su questa carta è fissa (per tempi “umani”): ogni astro ha una ben determinata ascensione retta ed una ben determinata declinazione, ovunque si trovi l’osservatore ed in qualunque momento.

MAPPE POLARI

La mappa polare è una carta stellare di forma circolare ottenuta con la proiezione della volta celeste su un piano tangente ad uno dei suoi due poli (nord o sud).

Essa rappresenta un intero emisfero: nord o sud, a seconda che il polo centrale sia quello nord o quello sud (vedi fig 17.3).

Fig 17.3 – Mappa stellare polare
Fig 17.3 – Mappa stellare polare.

I cerchi concentrici indicano la declinazione: da 0° (il cerchio più esterno, che rappresenta l’equatore celeste) a +90° se il punto al centro è il polo nord celeste, oppure a –90° se il punto al centro è il polo sud celeste.

Le linee radiali indicano l’ascensione retta.

Su questa mappa è rappresentato anche un arco che individua la parte di eclittica che interessa l’emisfero relativo.

Il punto gamma, ossia l’intersezione tra l’equatore celeste e l’eclittica nel nodo ascendente, è l’inizio del conteggio delle ore di ascensione retta in senso antiorario.

Anche questa carta offre una visione approssimata della volta celeste: a mano a mano che ci allontaniamo dal centro le costellazioni si dilatano e quelle che si trovano a cavallo dell’equatore celeste sono rappresentate solo parzialmente, rendendole quasi irriconoscibili.

UTILIZZO PRATICO DELLE CARTE STELLARI

Per poter utilizzare al meglio le carte stellari ed orientarsi sulle stesse, è utile introdurre il diagramma di trasformazione delle ore solari in ascensione retta, per scoprire quali costellazioni si troveranno in meridiano nel giorno e nell’ora in cui vogliamo osservare il cielo (vedi fig 17.4).

Fig 17.4 – Diagramma trasformazione tempo solare-ascensione retta

Fig 17.4 – Diagramma trasformazione tempo solare-ascensione retta.

Individuato sulla scala orizzontale del grafico il giorno in cui si intende effettuare le osservazioni (è riportata una tacca ogni dieci giorni, quindi ci sarà una certa approssimazione), si sale verticalmente fino ad incrociare la linea orizzontale che indica l’ora (ora solare, attenzione alla correzione estiva dell’ora legale) prescelta per le osservazioni.

Il punto trovato individua una delle linee inclinate (o comunque si trova nelle vicinanze di una di esse); il valore che contrassegna tale linea corrisponde al valore di ascensione retta degli oggetti celesti che si troveranno in meridiano nel giorno e nell’ora stabiliti.

Con questo valore si può andare a vedere su una mappa stellare quali stelle o costellazioni sono rappresentate in una fascia a cavallo dell’ascensione retta trovata: osservando il cielo nel giorno e  nell’ora per i quali si è effettuata la conversione, tale fascia di cielo sarà centrata sul meridiano locale (quello che passa per il sud, lo zenith ed il nord).

Le carte celesti sono proiezioni della volta celeste effettuate a partire da un punto di vista centrato sulla Terra; si deve quindi posizionare correttamente la mappa stellare per poterla confrontare facilmente con la volta stellata. Soltanto in questo modo potremo facilmente “navigare” a vista in cielo.

L’ASTROLABIO

L’astrolabio è uno strumento usato dagli astrofili per vedere quale porzione della volta celeste è visibile in un dato giorno ad una data ora, per una certa fascia di latitudine.

Esso consiste in due dischi sovrapposti, che ruotano intorno ad un asse comune.

Il disco di fondo riporta una mappa stellare polare, con la stella Polare posta nel centro di rotazione

Il bordo è suddiviso in dodici settori con indicati i mesi, i quali sono a loro volta ulteriormente suddivisi in giorni (o gruppi di giorni, negli astrolabi di ridotte dimensioni).

Il secondo disco è leggermente più piccolo, e sul bordo riporta l’indicazione delle 24 ore (in senso antiorario).

Questo secondo disco ha un ovale trasparente, che rappresenta l’orizzonte locale della latitudine (media) per cui è stato creato l’astrolabio.

Quello solitamente usato da noi è valido per latitudini di osservazione tra 40° N e 45° N, ma è valido senza grossi problemi per latitudini di osservazioni tra 37° N e 47° N (praticamente sull’intero territorio nazionale).

L’ovale riporta indicati sul suo bordo i quattro punti cardinali: nord, est, sud ed ovest (vedi fig 17.5).

 

Fig 17.5 – L’astrolabio
Fig 17.5 – L’astrolabio.

Scegliamo un giorno ed un’ora per le osservazioni; ruotiamo il disco superiore (quello con la finestra ellittica) sino a che l’indicazione, sul suo bordo, dell’ora (solare) scelta coincida con l’indicazione, sul disco di base, del giorno scelto.

Mantenendo ben fermi i due dischi in questa posizione, portiamo l’astrolabio verso l’alto, con la mappa rivolta verso di noi.

Se ci interessa guardare il cielo verso il nord, faremo coincidere il nord stampato sul nostro astrolabio con il nord geografico del nostro orizzonte.

Se ci interessa il cielo verso sud, posizioneremo l’astrolabio in modo tale che il sud stampato sullo astrolabio coincida con il sud geografico del nostro orizzonte e così via.

La mappa illustrata nell’ovale rappresenta la volta stellata visibile nel giorno e nell’ora scelti, ossia l’emisfero celeste che si trova davanti ai nostri occhi in quel momento.

E’ da ricordare che il bordo dell’ovale rappresenta il nostro orizzonte, quindi il centro del cielo che si vede nell’ovale è il nostro ZENIT, sempre.

APPUNTI DI ASTRONOMIA 2011-2012

Domenico D’Amato
Andrea Miccoli

INDICE

18 – STRUMENTI PER L’OSSERVAZIONE DEL CIELO

LA LUCE

Non tutti sanno esattamente cosa sia la luce, gli stessi scienziati hanno impiegato un bel po’ di secoli per scoprirlo.

A lungo ci si è accontentati di credere che un creatore, dopo aver fatto il cielo e la terra e prima di accingersi a creare tutto il resto dell’universo, “fiat lux et lux facta est”.

Del resto, è difficile immaginare che potesse creare il firmamento, mari e monti, piante ed animali, operando completamente al buio. Meno difficile, invece, è sospettare che la luce sia venuta a mancare al momento di creare l’uomo, che in effetti mostra qualche difetto di costruzione.

A parte gli scherzi, e prescindendo dalle credenze personali riguardo all’origine dell’universo, è impossibile immaginare processi fisici o chimici senza produzione di energia, né si può pensare che l’energia si accumuli indefinitamente sul corpo che l’ha generata senza essere scambiata, in qualche modo, attraverso lo spazio circostante sotto forma di energia raggiante.

Ebbene, la luce è la manifestazione visibile ai nostri occhi di questo fenomeno ben più ampio, che comprende in maniera unificata aspetti elettrici ed aspetti magnetici, oltre agli aspetti ottici coinvolti nel processo della visione. La radiazione elettromagnetica, come viene usualmente chiamata ai nostri giorni, è un fenomeno dalla duplice natura corpuscolare ed ondulatoria, come si è evinto dopo secoli di esperimenti.

Dal punto di vista corpuscolare, la radiazione elettromagnetica si trasmette sempre in multipli interi di un’unità elementare (fotone).

Dal punto di vista ondulatorio, questa propagazione energetica può essere descritta da una lunghezza d’onda lambda, da una frequenza ni e da un’ampiezza, dando luogo ai fenomeni di diffrazione ed interferenza tipici della propagazione ondosa.

Lunghezza d’onda e frequenza sono grandezze collegate, come si può intuire, essendo inversamente proporzionali, il loro prodotto è costante ed è pari alla velocità della luce nel mezzo attraversato.

Nella generalità dei casi, lambda è la distanza tra due creste successive dell’onda ed è misurata in nanometri (nm), corrispondenti al miliardesimo di metro, mentre ni corrisponde al numero di oscillazioni compiute dall’onda in un dato periodo ed è misurata in hertz (Hz), cioè cicli al secondo.

La radiazione elettromagnetica è distribuita su un ampio spettro di lunghezze d’onda, di cui soltanto una banda ristretta (380-760 nm) è visibile ai nostri occhi ma è possibile, tramite specifici strumenti attivi su altre bande (onde Radio, Raggi X, etc.), aprire ulteriori finestre per una indagine più approfondita dell’universo (vedi fig 18.1).

Fig 18.1 – L’onda e lo spettro della radiazione elettromagnetica

Fig 18.1 – L’onda e lo spettro della radiazione elettromagnetica.

La luce si propaga in linea retta, deviando dal suo percorso se incontra un oggetto riflettente (riflessione), o se attraversa medium di densità diversa (rifrazione), o se passa in prossimità di un oggetto fortemente massiccio come una stella, un buco nero o una galassia (deflessione).

La riflessione avviene quando un raggio di luce colpisce una superficie e parte del raggio incidente o quasi tutto viene riflesso in un’altra direzione con un angolo uguale – rispetto alla perpendicolare al punto incidente (vedi fig 18.2.a).

 

Fig 18.2 – a) - Riflessione di un raggio di luce

Fig 18.2 – a) – Riflessione di un raggio di luce.

La rifrazione avviene quando un raggio di luce deve attraversare un materiale trasparente di densità diversa da quello in cui arriva; si manifesta con la deviazione del percorso secondo un angolo diverso da materiale a materiale e dipendente anche dalla lunghezza d’onda della luce stessa.

La luce composta, come può essere quella del Sole, viene scomposta formando l’arcobaleno (vedi fig 18.2.b).

Fig 18.2 – b) – Rifrazione di un raggio di luce

Fig 18.2 – b) – Rifrazione di un raggio di luce.

La deflessione dei raggi di luce, che passano radenti ai bordi del Sole, fu predetta per la prima volta da Einstein, che la stimò pari a circa 1,75’’ di arco (fig 18.2.c) in una comunicazione del novembre 1915.

 

Fig 18.2 – c) – Deflessione di un raggio di luce
Fig 18.2 – c) – Deflessione di un raggio di luce.

La successiva verifica, a seguito della spedizione di Sir Eddington a Prince Island nel 1919, fu la prima eclatante conferma sperimentale della Relatività Generale, e fece immediatamente dello scienziato una celebrità mondiale.

Sfruttando i primi due fenomeni, è possibile creare degli strumenti che migliorino la visione degli oggetti lontani oppure, tramite l’effetto di lente gravitazionale del terzo, è possibile ricavare preziose informazioni cosmologiche.

LENTI E SPECCHI

Le lenti sono dispositivi di materiale trasparente con le superfici di forma tale che, a causa della rifrazione, i raggi di luce che le attraversano vengono deviati e concentrati in un unico punto detto fuoco.

La distanza tra la lente ed il fuoco è detta distanza focale (vedi fig 18.3).

Fig. 18.3 – Lente

Fig. 18.3 – Lente.

Gli specchi sono dispositivi che, tramite una superficie di forma appropriata e trattata in modo particolare, riflettono la luce e ne fanno convergere i raggi in un unico punto detto fuoco.

La distanza tra lo specchio ed il fuoco è detta distanza focale (vedi fig 18.4).

 

Fig 18.4 – Specchio
Fig 18.4 – Specchio.

IL BINOCOLO

Il binocolo è lo strumento che permette una visione a grande campo del cielo e, soprattutto, una visione più naturale perché impegna entrambi gli occhi.

Esso è composto da due parti simmetriche a lenti, in cui esiste un sistema di regolazione della messa a fuoco generale (uguale per entrambe le parti), uno di messa a fuoco per una parte e un sistema per variare la distanza tra gli oculari, in modo da poterli adattare alla distanza tra gli occhi dei diversi utilizzatori.

I binocoli comuni hanno gli oculari fissi e sono indicati da una coppia di numeri(ad es., 7 x 50).

Il primo numero (7x) indica l’ingrandimento ed il secondo (50) il diametro in millimmetri dei singoli obiettivi.

Fino a circa 10 ingrandimenti, è possibile effettuare osservazioni a mano libera o semplicemente appoggiandosi ad un supporto fisso.

Ingrandimenti superiori richiedono che il binocolo sia fissato saldamente su una montatura.

Negli ultimi anni sono stati posti in commercio binocoli per uso astronomico, con caratteristiche simili ai telescopi.

Questi permettono una visione più agevole ma hanno il grave difetto di costare troppo.

In questi strumenti con obiettivi di grande diametro, gli oculari sono estraibili e si può pertanto variare l’ingrandimento.

È come avere due telescopi perfettamente identici, con una dotazione di oculari doppia e quindi doppia spesa!

IL TELESCOPIO

Il telescopio è uno strumento che migliora la visione degli oggetti lontani, permettendo di vedere particolari che altrimenti l’occhio umano non sarebbe in grado di percepire.

L’occhio umano ha una pupilla che misura circa 7 mm di diametro, quando è adattata al massimo per la visione notturna, la sua capacità di raccogliere luce è proporzionale alla sua superficie, cioè al quadrato del diametro.

Tanto per intenderci, una lente di 3 cm è in grado di raccogliere una quantità di luce 18 volte superiore all’occhio umano (questo numero è dato dal rapporto tra le superfici).

L’oculare del telescopio ha la funzione di questa lente e, quando l’occhio si accosta per vedere attraverso di esso, vede cose che altrimenti non sarebbe in grado di percepire, sfruttandone la maggiore capacità di raccogliere la luce.

Il telescopio è formato da una lente o uno specchio – tra poco si vedrà la differenza – che concentra la luce proveniente dalle stelle nel fuoco (data la loro enorme distanza, è come se fossero all’infinito, per cui i raggi si possono considerare paralleli).

Nel fuoco l’immagine è ripresa dall’oculare che provvede all’ingrandimento.

La prima cosa da notare è che l’ingrandimento non dipende dalla grandezza del telescopio ma unicamente dalle caratteristiche dell’oculare (in seguito si vedrà in che modo).

I telescopi si suddividono in rifrattori e riflettori.

TELESCOPIO RIFRATTORE

I telescopi rifrattori sono quelli che sfruttano la rifrazione della luce attraverso una o più lenti (obiettivo) che concentrano la luce proveniente dalle stelle nel fuoco, dove si forma l’immagine che verrà poi ingrandita dall’oculare.

Sono strumenti che diventano più ingombranti man mano che cresce il diametro (e quindi la lunghezza focale), dovendo essere lunghi almeno quanto la loro lunghezza focale.

Data la complessità delle lenti e della struttura che deve sostenerle, sono molto costosi ma sono i migliori per l’osservazione planetaria e della Luna (vedi fig 18.5).

Fig 18.5 – Telescopio rifrattore con obiettivo formato da una lente doppia (doppietto acromatico)

Fig 18.5 – Telescopio rifrattore con obiettivo formato da una lente doppia (doppietto acromatico).

TELESCOPIO RIFLETTORE

I telescopi riflettori sono quelli che sfruttano invece la riflessione della luce sulla superficie opportunamente sagomata di uno specchio, allo scopo di concentrarla su un piano focale in cui è posto l’oculare che, anche in questo caso, determinerà poi l’ingrandimento dell’immagine.

In linea teorica, questo è il principio di funzionamento ma l’applicazione pratica di questo principio è svolta secondo diversi schemi ottici, di cui i tre seguenti sono quelli maggiormente utilizzati dagli astrofili:

1. Newtoniano,
2. Schmidt-Cassegrain,
3. Maksutov.

Il riflettore newtoniano è il più semplice tra tutti ed adatto (come tutti i riflettori) all’osservazione del cosiddetto “cielo profondo”, ossia galassie, nebulose ed ammassi stellari.

È formato da uno specchio principale (obiettivo) di forma parabolica, che riflette la luce in avanti verso il fuoco.

Ad una certa distanza, sull’asse ottico, è posto uno specchietto piano (secondario) a 45°, che ha il compito di riflettere il fascio di luce proveniente dallo specchio primario e convogliarlo lateralmente verso l’oculare, permettendo una comoda visione laterale (vedi fig 18.6).

 

Fig 18.6 – Telescopio riflettore newtoniano

Fig 18.6 – Telescopio riflettore newtoniano.

Lo Schmidt-Cassegrain è così chiamato perché ha incorporato il correttore di Schmidt, una lente piana da una parte e a curvatura variabile dall’altra (convessa al centro e concava lungo i bordi).

È formato da uno specchio primario sferico, che provvede alla riflessione e alla concentrazione dei raggi di luce provenienti dalle stelle in un fuoco.

Il fascio di luce riflesso viene intercettato da uno specchietto piano, posto sul correttore di Schmidt perpendicolare all’asse ottico. Il fascio viene infine convogliato al fuoco dell’oculare, attraverso un foro nello specchio primario (vedi fig 18.7).

 

Fig 18.7 – Telescopio riflettore Schmidt-Cassegrain
Fig 18.7 – Telescopio riflettore Schmidt-Cassegrain.

Il riflettore Maksutov è una semplificazione dello Schmidt, in cui tutte le superfici sono sferiche e quindi più facili da ottenere e più precise.

Il correttore di Maksutov toglie l’aberrazione sferica ma induce un certo cromatismo.

Lo specchietto secondario è ottenuto argentando una piccola superficie del correttore.

Per il resto, il percorso del fascio di luce è identico allo Schmidt-Cassegrain, visto sopra (vedi fig 18.8).

 

Fig 18.8 - Telescopio riflettore Maksutov
Fig 18.8 – Telescopio riflettore Maksutov.

GLI OCULARI

L’oculare è quell’accessorio del telescopio che provvede a rendere visibile e ad ingrandire l’immagine raccolta dall’obiettivo.

Essi sono formati da una o più lenti che, a seconda dello schema ottico, prendono un nome diverso.

In linea di massima, maggiore è la quantità di lenti in un oculare, meno luminosa sarà l’immagine finale, perché ogni passaggio attraverso una lente fa perdere energia al raggio di luce che lo attraversa.

La scelta di un certo schema ottico è però dettato dalla necessità di correggere i difetti ottici che si manifestano quando la luce attraversa una lente (distorsioni, cromatismo, aberrazioni, …).

La complessità di uno schema ottico e la qualità dell’immagine che riproduce si ripercuotono evidentemente sul prezzo di vendita di un tale oggetto.

Un oculare è identificato da un numero (espresso in mm) che rappresenta la focale dello oculare.

La parte dell’oculare che va collegato al telescopio (barilotto) ha un diametro standard (25.4, 31.8 e 51.7 mm). 

Il primo è riservato ai piccoli telescopi amatoriali, i secondi ai medio piccoli e gli ultimi a quelli medio grandi. 

Esistono comunque degli adattatori, che permettono l’uso di oculari con barilotto di misura diversa.

LENTE DI BARLOW

La lente di Barlow è un accessorio che si pone tra il telescopio e l’oculare allo scopo di raddoppiare (2x) o triplicare (3x) l’ingrandimento fornito dall’oculare in uso.

L’immagine risulta peggiorata otticamente perché ogni lente in più sottrae luce all’immagine finale.

DIAGONALE

La diagonale è un prisma che ha la funzione di deviare a 90° il fascio di luce che deve essere raccolto dall’oculare, in modo da rendere più agevole l’osservazione.

L’oculare si monta a valle della diagonale.

ACCESSORI DEL TELESCOPIO

Tutti i telescopi hanno necessità di un piccolo cannocchiale (cercatore) per il puntamento e la ricerca degli oggetti da osservare.

Tale accessorio fornisce pochi ingrandimenti, solitamente tra 5 e 10, ed un grande campo inquadrato (intorno ai 5° di ampiezza).

È montato in maniera solidale e parallela al telescopio principale, con delle viti che permettono la collimazione precisa del suo asse ottico con quello del telescopio.

Il cercatore presenta all’interno una croce, che serve da riferimento per la centratura dell’oggetto inquadrato.

Un altro accessorio, presente sugli strumenti amatoriali della fascia media, è il cannocchiale polare, utile ma non indispensabile, a meno che non si voglia fare un puntamento fine.

Esso è montato sull’asse della montatura del telescopio, che deve essere stazionato parallelo all’asse terrestre.

Nel suo interno, esiste un reticolo illuminato a forma di croce, con un cerchio; il cerchio rappresenta il percorso della stella Polare intorno al polo nord celeste.

È bene ricordare che il polo nord celeste, individuato solitamente dalla stella Polare ne dista in realtà 44’, potrebbe esserci la necessità – ad esempio per la fotografia a lunga posa – della massima precisione nello stazionamento del telescopio. In questo caso, il quadrante del cannocchiale polare riporta anche la rappresentazione schematica del Gran Carro ed un riferimento sul
cerchio che è la posizione corretta della Stella Polare con l’ora (secondo la posizione del Gra Carro dell’Orsa Maggiore).

Ruotando l’obiettivo del cannocchiale polare sino a far coincidere la figura schematica del Gran Carro con quella presente in cielo, la Stella Polare si deve trovare sul riferimento posto sul cerchio del quadrante (vedi fig. 18.9).

 

Fig 18.9 - Quadrante di un cannocchiale polare per lo stazionamento fine del telescopio

Fig 18.9 – Quadrante di un cannocchiale polare per lo stazionamento fine del telescopio.

CARATTERISTICHE DI UN TELESCOPIO

Un telescopio è contraddistinto da due numeri: il diametro dell’obiettivo D e la sua lunghezza focale F.

Il primo è il diametro dello specchio (o della lente nel caso di un rifrattore) principale.

La focale è la distanza, come abbiamo già detto, dallo specchio principale al punto in cui si forma l’immagine (fuoco). Maggiore è il diametro, maggiore sarà la capacità di raccogliere la luce più debole.

Gli oculari sono quelle parti del telescopio che determinano l’ingrandimento.

Essi sono contraddistinti da un numero (espresso in mm), che rappresenta la lunghezza focale f di questo accessorio.

Gli oculari con lunghezza focale più piccola sono quelli che determinano un ingrandimento maggiore.

L’ingrandimento è dato dal rapporto tra la lunghezza focale F del telescopio e quella dell’oculare f, ossia:

i (ingrandimento) = F (Telescopio) / f (Oculare).

L’ingrandimento ottenibile è comunque limitato e dipendente dal diametro del telescopio.

Esiste una formula empirica che prevede un ingrandimento massimo un po’ minore del doppio del diametro del telescopio espresso in mm: perciò un telescopio di 114 mm di diametro permetterà un ingrandimento massimo di circa 200 ingrandimenti.

Esiste poi un’altra formula per determinare il potere risolutivo di un telescopio, ossia la sua capacità di separare otticamente due oggetti distanziati di un certo angolo:

p = 120 / D,

ove p è il potere risolutivo espresso in secondi d’arco e D è il diametro dell’obiettivo del telescopio espresso in mm; questo valore rappresenta l’angolo minimo al di sopra del quale un telescopio può separare due oggetti vicini, è utile nell’osservazione delle stelle doppie o multiple.

DIFETTI DI UN TELESCOPIO

I difetti che possono affliggere un telescopio sono diversi; quelli più comuni sono i seguenti:

•  Aberrazione cromatica. L’indice di rifrazione di un vetro ottico varia con il colore della luce incidente, per cui i raggi di diverso colore che compongono la luce bianca emergono dall’obiettivo con angoli diversi. La conseguenza del fenomeno è che, invece di avere un solo punto, si hanno tanti punti focali quanti sono i colori che compongono la luce, producendo bordature di colore azzurro o arancio come, ad esempio, sulle immagini del disco lunare.

•  Aberrazione sferica. Quando un raggio di luce colpisce una lente, i raggi centrali del fascio sono poco deviati mentre quelli periferici, incidendo sulla superficie ottica con un angolo maggiore, sono maggiormente deviati. In alcuni tipi di obiettivi viene spesso adottata una lente frontale, detta menisco, che consente ai raggi centrali ed a quelli esterni di incontrarsi molto vicini tra loro e di ottenere un punto di fuoco accettabile seppure non perfetto.

•  Astigmatismo. Quando un fascio di luce obliquo colpisce la superficie di una lente, si forma un’immagine che può variare tra un segmentino radiale ed uno tangenziale, a seconda della posizione del piano focale. I due segmenti sono perpendicolari tra loro e la maggiore posizione di fuoco si trova in posizione intermedia tra i due.

•  Curvatura di campo. Quando si osserva un oggetto esteso, posto su un unico piano, i raggi obliqui non si incontrano alla stessa distanza dalla lente in cui si incontrano i raggi paralleli all’asse ottico. Anche questo difetto può essere corretto facendo uso di lenti a menisco.

•  Coma. Si manifesta come una figura a forma di cometa ed è dovuto principalmente alla diversa rifrazione, cui sono soggetti raggi luminosi provenienti da punti lontani dall’asse ottico, a causa della differente curvatura delle superfici ottiche, maggiore nelle parti periferiche rispetto a quelle centrali.

LE MONTATURE DEI TELESCOPI

Tutti i telescopi hanno necessità di un supporto su cui fissarli per poter agevolmente osservare, inseguire e fotografare un qualsiasi oggetto celeste.

Il sostegno più usato è il treppiede, sulla cui parte alta deve esserci un meccanismo che permetta al telescopio di muoversi lungo due assi ortogonali tra loro, in modo da ricercare e mantenere la visione su un qualsiasi oggetto della volta celeste.

Esistono sostanzialmente tre tipi di montature per i telescopi amatoriali:

•  Dobsoniano: è il più semplice ed economico ma non permette l’inseguimento e quindi la fotografia. È un tipo di montatura che poggia direttamente sul suolo e permette al telescopio un movimento secondo gli assi del sistema di coordinate alto-azimutali. Non permette la meccanizzazione dei movimenti ed è usato raramente.

•  Alto-azimutale: è una montatura in cui i movimenti sono intorno al piano orizzontale e quello verticale dell’osservatore.
Il movimento elettro-meccanico di inseguimento è possibile, con una certa precisione, solo tramite computer ed è quindi riservato solo a telescopi professionali di grosse dimensioni, in cui esistono problemi di stabilità e resistenza della montatura. Tuttavia, con l’introduzione dei sistemi computerizzati di guida, oggi il mercato offre dei piccoli telescopi che utilizzano questo tipo di montatura.

•  Equatoriale: è il sistema più usato dagli astrofili. I due assi su cui si muove il telescopio sono quello parallelo all’asse di rotazione della Terra e l’altro perpendicolare, che giace sul piano dell’equatore celeste. Una volta stazionato, il telescopio può inseguire un oggetto in cielo (se ha il movimento elettrico-meccanico sull’asse dell’ascensione retta AR). Inoltre, le coordinate di un oggetto celeste sono valide per tutti gli osservatori sulla Terra, mentre quelle alto-azimutali sono valide solo per un certo sito. Essendo questa montatura la più usata, vediamo di conoscerla meglio.

MONTATURA EQUATORIALE

La montatura equatoriale è stata realizzata in diversi modi.

Fermo restando il movimento secondo l’asse dell’ascensione retta e l’asse della declinazione, il tubo ottico del telescopio è fissato i modi diversi.

Per gli astrofili esistono due tipi: la montatura alla tedesca e quella a forcella (vedi fig 18.10).

 

Fig 18.10 – Montatura equatoriale alla tedesca (a)

a)

 

Fig 18.10 – Montatura equatoriale alla tedesca (b)
b)

Fig 18.10 – Montatura equatoriale alla tedesca (a) e a forcella (b)

Quello a forcella è poco adatto per la fotografia, se adoperato con telescopi riflettori tipo Maksutov e Schmidt-Cassegrain, in quanto l’oculare è posto sulla culatta del tubo ottico, cioè troppo vicino alla montatura.

Non esistono problemi, invece, ad applicare questo tipo di montatura per un riflettore newtoniano.

STAZIONAMENTO DI UN TELESCOPIO

Finora abbiamo visto come è realizzato un telescopio e quali sono i principali componenti e accessori.

È giunto il momento di illustrare la procedura da seguire per il suo stazionamento, regole valide sia per un piccolo telescopio da 100 euro che per uno da 10.000 euro.

Lo stazionamento è un momento fondamentale, che fa “perdere” molto tempo all’inizio, tempo che si rivela prezioso e speso bene nel procedere delle osservazioni successive.

•  La prima operazione è quella di posizionare il treppiede in posizione, in modo che il piano su cui andrà posta la montatura sia orizzontale. Per questo ci aiutiamo con una livella.

•  Fissiamo la montatura sul treppiede, inclinando l’asse dell’ascensione retta di un angolo pari alla latitudine del posto, e dirigendo lo stesso asse verso la stella Polare (o verso il nord trovato con la bussola magnetica).

•  Montiamo il tubo ottico, cercando di equilibrarlo con i pesi che ci sono (se si tratta di una montatura alla tedesca), in modo da agevolare i movimenti su entrambi gli assi.

•  Applichiamo il cercatore e allineiamo il suo asse ottico con quello del telescopio. Per far ciò procediamo in questo modo: scegliamo un oggetto abbastanza distante sulla linea dell’orizzonte (ad es.: la cima di un palo dell’alta tensione, un palo del telefono, una finestra illuminata, etc.) attraverso l’oculare del telescopio. L’oggetto deve essere facilmente identificabile successivamente col cercatore. Una volta centrato l’oggetto campione, blocchiamo il tubo del telescopio e cerchiamo lo stesso oggetto col cercatore. Questi solitamente ha due o più viti di regolazione, che permettono di cambiarne l’orientamento. Al suo interno è visibile una croce, che deve essere posizionata al centro dell’oggetto scelto. Ricontrolliamo che lo stesso oggetto stia ancora al centro dell’oculare del telescopio. Ogni tanto è bene verificare la collimazione tra l’asse ottico del cercatore e quello del telescopio, semplicemente controllando che ciò che si sta osservando all’oculare compare nella medesima posizione nel cercatore, altrimenti agiamo sulle stesse viti di correzione per ripristinare  l’allineamento.

USO DEL TELESCOPIO

Per osservare un oggetto celeste, è sufficiente puntare a mo’ di fucile il telescopio, poi cerchiamo di inquadrarlo al centro del cercatore.

Montiamo per primo un oculare che fornisce il minor ingrandimento (quello contraddistinto dal numero più alto, ad esempio 25 mm o 40 mm).

L’oggetto dovrebbe essere nel campo dell’oculare: lo portiamo al centro. utilizziamo un oculare con un ingrandimento superiore e riportiamo l’oggetto al centro.

Ripetiamo l’operazione fino ad usare l’ingrandimento ottimale per quell’oggetto.

Questa è la procedura da seguire per oggetti conosciuti o che sono facilmente identificabili ad occhio nudo.

Se così non è, e dell’oggetto cercato si conoscono soltanto le coordinate, occorre che le scale graduate presenti sul telescopio siano attendibili.

Il telescopio ha due scale graduate, una per la declinazione ed una per l’ascensione retta AR.

La prima solitamente è fissa e non permette nessun aggiustamento ma è bene comunque controllare la sua corrispondenza.

Dopo aver effettuato correttamente lo stazionamento del telescopio, occorre posizionare il tubo verso la stella Polare e controllare che il riferimento sulla scala della declinazione indichi +90° (la declinazione della stella Polare).

La scala dell’ascensione retta AR deve essere posta in movimento ed il suo valore sull’indice di riferimento deve essere concorde con quello della sfera celeste.

Per effettuare l’aggiustamento, puntiamo una stella conosciuta e ben visibile nei pressi dello equatore (ad es.: Sirio, Arturo, …) e della quale si conoscono le coordinate.

Si lascia che il moto orario (movimento impresso da un motore elettrico all’asse dell’ascensione retta) insegua la stella e ruotiamo la scala di AR finché non indica il valore di AR della stella selezionata.

Per tranquillità, controlliamo che la scala di declinazione indichi il valore di declinazione sempre della stessa stella.

Ogni tanto è bene ripetere la procedura per poter correggere eventuali errori.

Dal momento in cui è stato aggiornato il funzionamento della scala di AR, il moto orario dovrà essere sempre in funzione altrimenti la scala non sarà più attendibile ed occorrerà ripetere la procedura di correzione.

Con le scale di declinazione e di AR attendibili, è possibile tentare di trovare oggetti tramite le loro coordinate astronomiche, anche se non visibili ad occhio nudo: posizionamo il telescopio sulle coordinate dell’oggetto.

La prima ricerca deve essere effettuata sempre con l’oculare con minore ingrandimento.

Tentiamo di vedere qualche indizio del nuovo oggetto tramite il cercatore e l’eventuale candidato dovremo portarlo sul riferimento centrale; guardiamo attraverso l’oculare e, sperando che sia nel campo, lo si pone al centro; usiamo un oculare con maggiore ingrandimento e ripetiamo la procedura sino ad osservarlo con l’ingrandimento ottimale.

CONSIDERAZIONI PER OSSERVARE IL CIELO

Dopo il percorso fatto fin qui, per presentare i punti salienti dell’astronomia osservativa a livello amatoriale, è bene far capire a chi si avvicina a questa disciplina, che gustare il cielo non significa acquistare strumenti dal costo esorbitante, difficili da usare e da maneggiare.

Occorre avvicinarsi all’astronomia per gradi, quando si è esausti dello studio di un livello si passa al livello superiore.

Soltanto così, con pazienza e metodicità, è possibile comprendere e conoscere sempre di più di ciò che ci sovrasta e che ci circonda.

•  Per prima cosa occorre sapersi orientare, ossia saper trovare la stella Polare.

•  Conoscere e saper individuare gli altri riferimenti celesti come l’equatore celeste e l’eclittica.

•  Imparare a riconoscere alcune costellazioni di riferimento ad occhio nudo.

•  Imparare a ricercare costellazioni e stelle in cielo, con l’aiuto di un astrolabio e delle carte celesti. Avere quindi sempre a portata di mano un astrolabio (per orientarsi in cielo), un almanacco (per avere le effemeridi – coordinate – dei pianeti, Luna, oggetti Messier, stelle più importanti, posizione dei satelliti di Giove, etc.) e molto utile è anche un atlante celeste, che però può essere facilmente sostituito da un programma per computer tipo SkyMap, Perseus ed altri.

•  Una volta presa confidenza con le costellazioni e con la volta stellata in genere, possiamo passare ad osservare con un binocolo, lo strumento complementare di un astrofilo.  Con esso arrivano le prime sorprese e le prime difficoltà. La vista migliora, il campo si restringe, le stelle aumentano enormemente di numero, ciò che sembrava acquisito diventa sconosciuto; ci perdiamo in una massa enorme di astri. Eppure è soltanto un binocolo con 7 o 10 ingrandimenti!

•  Quando abbiamo acquisito confidenza con questo strumento, possiamo passare ad un telescopio. Il migliore per iniziare è il classico 114 mm di diametro, ma va anche bene un 130 o 150 mm, non oltre però, quelli più grandi è bene lasciarli per una fase successiva.

•  Il posizionamento deve essere manuale e non computerizzato, anche se dotato di moto orario. Una volta imparato ad usare un telescopio di questo tipo, avremo l’esperienza e l’allenamento per utilizzare gli strumenti di classe superiore (sempre che il portafogli lo permetta).

• Cerchiamo di effettuare lo stazionamento il più preciso possibile, dopo l’inseguimento di un oggetto faticosamente trovato sarà più semplice.

• L’osservazione al telescopio è completamente distaccata da quella che vediamo ad occhio nudo: il campo è enormemente più ristretto (con solo 40 ingrandimenti, la Luna riempie tutto l’oculare, ed è ampia solo circa 30’, ossia mezzo grado!), le stelle visibili diventano tantissime e ci perdiamo facilmente se non impariamo a vedere attraverso un telescopio.

• Quando decidiamo di trascorrere una serata al telescopio, occorre avere un’idea di massima di ciò che andremo ad osservare, altrimenti rischiamo di fare salti qua e là (star hopping) senza concludere e senza vedere nulla o, quel che è peggio, disaffezionarsi e relegare il telescopio nel magazzino ad ammuffire. Bisogna dimenticare le belle foto delle nebulose o delle galassie che i giornali ed internet ci hanno abituato a vedere. La visione diretta è tutt’altra cosa. L’occhio umano nell’oscurità vede solo in bianco e nero ed ha solo una vaga percezione del colore in oggetti particolarmente luminosi.
Questa differenza ci delude, a prima vista, se non siamo sufficientemente preparati. La Grande Nebulosa di Orione (M42) è bellissima e colorata in fotografia, all’oculare ci appare come una macchia grigiastra quasi anonima …

Si potrebbe continuare ancora a lungo ma, da questo momento in poi, ognuno è in grado di
continuare sulla propria strada.
Buon viaggio!

2018 – PORTE APERTE ALL’ASTRONOMIA

Osservatorio di Brera

Incontri settimanali con gli appassionati di Astronomia

Lunedì 25 giugno 2018 – 18:30

Questa settimana ci riuniamo presso l’osservatorio di Prato di Coppola

Sede Saletta Quartiere Q5

Largo Marcantonio Cesti

Coordinate: 41°26’44.96” N ; 12°52’50.46” E

Programma

L’Associazione Pontina di Astronomia – Latina-Anzio-Nettuno per fornire un servizio in più agli amici vecchi e nuovi, apre la saletta situata nel quartiere Q5 con orario 18:30-20:00.

Successivamente, la sede sarà aperta tutti i lunedì non festivi.

Se hai un telescopio ed hai qualche problemino nell’usarlo, vieni a trovarci e cercheremo di aiutarti: ultimo lunedì del mese ASSISTENZA AI TELESCOPI.

Soci esperti sono a disposizione per fornire informazioni circa l’attività dell’Associazione, dare un aiuto a chi ha il telescopio e non sa dove iniziare, o per fornire un punto d’incontro per i soci vecchi e nuovi, dare la possibilità di discutere di scienza, ed assistere a presentazioni scientifiche su argomenti anche diversi dall’astronomia: astrofisica, astronautica, vita nello spazio, viaggi spaziali, …

Ingresso libero.

Programma Attività Particolari:

– …

Ingresso libero ma i corsi sono riservati ai soci.

Info: Andrea Alimenti andrea.alimenti@astronomiapontina.it

La Mappa

Mappa Saletta Sovrani

2017-2018 – SCUOLA ELEMENTARE DONNA CAETANI – Sermoneta

http://www.icsermoneta.it/

Scuola Elementare – Sermoneta (Latina)

CORSO DI ASTRONOMIA

Anno scolastico 2017-2018

PROGETTO

Il corso consiste in 5 lezioni, di cui:

– tre lezioni teoriche in aula;
– una lezione pratica dedicata al Sole (Giornata del Sole);
– una serata osservativa finale con telescopi.

Il programma di massima comprende:

– l’Universo: origine degli elementi, stelle, costellazioni, Zodiaco.
– La Terra: i molti “perché…?” delle stagioni astronomiche della Terra osservate sul Rotogeo.
– La Luna: la nascita, le maree, le eclissi, le fasi, il moto sincrono osservato sul Lunaorbiter.

Dirigente Scolastico: Prof Enzo Mercuri

Referente: Prof.essa Giuseppina Cappelletti

Per l’APA-lan: Andrea Miccoli andmicco@libero.it 347 57 75 180

Alida Giona alidagiona@libero.it 347 33 16 947

Inizio lezioni: 30 ottobre 2017

GIORNATA DEL SOLE: in data da definire

Osservazione diurna con telescopi.

Gli studenti potranno osservare (in sicurezza) il Sole con la guida di validi astrofili dell’Associazione Pontina di Astronomia – Latina-Anzio-Nettuno.

I genitori sono invitati a partecipare.

SERATA OSSERVATIVA DI FINE CORSO

Lezione di orientamento con le stelle: in data da definire

Lezione di orientamento tramite la Stella Polare ed il riconoscimento delle costellazioni più importanti che saranno illustrate dagli insegnanti APA-Lan.

Gli studenti potranno osservare, con i telescopi guidati dagli operatori APA-Lan, i corpi più importanti presenti nel cielo di quel periodo.

Al termine saranno distribuiti gli attestati di partecipazione.

In caso di maltempo la manifestazione sarà riprogrammata.

Ricordi delle Lezioni

NOTTURNALE (o NOTTURLABIO)

Notturnale o nottulabio

Notturnale

Di solito questo strumento viene costruito per fornire l’ora notturna locale mediante la Stella Polare e il Grande Carro.

Poiché durante il periodo invernale, nelle ore serali, il Grande Carro non è visibile ed al suo posto (o quasi…) si trova facilmente la costellazione di Cassiopea, questo Notturlabio è stato preparato per fornire l’ora notturna sfruttando anche questa costellazione.   

2016-2017 – INCONTRI DI ASTRONOMIA 

Residenza per Anziani Villa Carla Aprilia

RESIDENZA VILLA CARLA – APRILIA

Viale Italia, 1 (angolo Viale Europa) – Aprilia

Lezione 9 – Mercoledì 5 aprile 2017 – 09:30

PROGETTO

L’Associazione Pontina di Astronomia -Latina-Anzio-Nettuno è impegnata a diffondere la cultura scientifica nelle scuole o al pubblico in generale, non tralasciando coloro che sono meno fortunati o gli anziani.

Molte sono le attività, oramai consolidate, nel proporre corsi di astronomia ai non vedenti, o addirittura ai sordo-ciechi.

Abbiamo modificato degli strumenti per permettere ai disabili in carrozzina di poter osservare al telescopio senza doversi alzare.

Volendo impegnare gli ospiti della Residenza di Villa Carla di Aprilia, abbiamo proposto una serie di incontri di carattere astronomico.

Gli incontri si svolgono con cadenza quindicinale.

Il programma è così previsto:

1) Mercoledì 30 novembre 2016 – 09:30 – Un Viaggio nello Spazio.

2) Mercoledì 14 dicembre 2016 – 09:30 – I movimenti della Terra  e le Stagioni

3) Mercoledì 11 gennaio 2017 – 09:30 – Il Big Bang

4) Mercoledì 25 gennaio 2017 – 09:30 – Vita delle Stelle

5) Mercoledì 8 febbraio 2017 – 09:30 – Nascita del Sistema Solare

6) Mercoledì 22 febbraio 2017 – 09:30 – Comete

7) Mercoledì 8 marzo 2017 – 09:30 – Marte Le 

8) Mercoledì 22 marzo 2017 – 09:30 – Saturno

9) Mercoledì 5 aprile 2017 – 09:30 – Sole 

Info: Domenico D’Amato 339-8437009 domdamato49@gmail.com

2016 – FESTA DELL’ANNIVERSARIO

solstizio

Venerdì 16 dicembre 2016 – 20:00

Agriturismo Campo del Fico

Via Apriliana, 4 – Aprilia (Lt)

Il Progetto

In questa serata particolare si festeggia l’ottavo compleanno dell’ Associazione Pontina di Astronomia – Latina-Anzio-Nettuno, e quest’anno desideriamo ricordarlo cambiando sede in modo da far partecipare anche quei soci più distanti da Latina.

Programma

– 20:00 Saluto del Presidente ed a seguire una cena a buffet.

Intrattenimenti ludico-culturali, faranno da sfondo a questa riunione conviviale

E’ previsto un contributo di partecipazione di € 15.00 per i soci, e di € 18.00 per i non soci. I bambini fino a 10 anni non pagano.

E’ necessaria la prenotazione, da inviare a: Amelia LA DUCA – 335-1562051- amelia@chevuoi.it

Domenico D’Amato domdamato49@gmail.com

Info: Andrea ALIMENTI cell 349 65 21 625

2016-2017 – GIORNATA COGESTITA 

Liceo Scientifico Majorana Latina

Giovedì 22  dicembre 2016 – 10:00

Liceo Scientifico E. Majorana

Via Sezze – Latina 

PROGETT0

In occasione dell’Open Day, l’ Associazione Pontina di Astronomia – Latina-Anzio-Nettuno sarà presente con degli interventi in aula durante la mattina del 22 dicembre 2016 e la sera con dei telescopi per poter osservare la volta celeste.

Info: Andrea ALIMENTI cell 349 65 21 625

2017 – PORTE APERTE ALL’ASTRONOMIA

Cupola Osservatorio

Incontri settimanali con gli appassionati di Astronomia

Questa settimana parliamo di:

Maree

Lunedì 9 ottobre 2017 – 18:30

Sede  Saletta Quartiere Q5 

Largo Marcantonio Cesti

Coordinate: 41°26’44.96” N ; 12°52’50.46” E 

Programma

L’Associazione Pontina di Astronomia – Latina-Anzio-Nettuno per fornire un servizio in più agli amici vecchi e nuovi, apre la saletta situata nel quartiere Q5 con orario 18:30-20:00.

Successivamente, la sede sarà aperta tutti i lunedì non festivi.  

Se hai un telescopio ed hai qualche problemino nell’usarlo, vieni a trovarci e cercheremo di aiutarti: ultimo lunedì del mese ASSISTENZA AI TELESCOPI. 

Soci esperti sono a disposizione per fornire informazioni circa l’attività dell’Associazione, dare un aiuto a chi ha il telescopio e non sa dove iniziare, o per fornire un punto d’incontro per i soci vecchi e nuovi, dare la possibilità di discutere di scienza, ed assistere a presentazioni scientifiche su argomenti anche diversi dall’astronomia: astrofisica, astronautica, vita nello spazio, viaggi spaziali, …

Ingresso libero.

Programma Attività Particolari:

– Lunedì 16 gennaio 2017: Lez 2 – Corso Elementare di Fotografia – Giovanni Piagno

– Lunedì 23 gennaio 2017: Lez 1 – Corso di Spettrografia – Mauro Ghiri

– Lunedì 30 gennaio 2017: Lez 3 – Corso Elementare di Fotografia – Giovanni Piagno

– Lunedì 13 febbraio 2017: Lez 2 – Corso di Spettrografia – Mauro Ghiri

– Lunedì 27 febbraio 2017: Lez 4 – Corso Elementare di Fotografia – Giovanni Piagno

– Lunedì 6 marzo 2017: Riunione Operatori e CD per Osservatorio

– Lunedì 13 marzo 2017: Lez 3 – Corso di Spettrografia – Mauro Ghiri

– Lunedì 20 marzo 2017: Riunione CD per Bilancio 2016

– Lunedì 10 aprile 2017: Assemblea Ordinaria Soci 2017 per Bilancio 2016

– Lunedì 25 settembre 2017: Accelerazione di Gravità ed oltre 

– Lunedì 2 ottobre 2017: Maree

Ingresso libero ma i corsi sono riservati ai soci.

Info: Domenico D’Amato 339-8437009 domdamato49@gmail.com  

2016 – ASTRONOMIA IN MOSTRA

Cielo Stellato

Venerdì 27 maggio 2016 – 16:00-22:30

Scuola Media Virgilio

Via Laurentina km 32,500 – Ardea (Rm)

PROGETTO

La Scuola Media Virgilio di Ardea con la collaborazione dell’Associazione Pontina di Astronomia -Latina-Anzio-Nettuno organizza una manifestazione astronomica

ASTRONOMIA IN MOSTRA
Venerdì 27 maggio 2016 – 16:00-22:30

Dei telescopi opportunamente protetti permetteranno al pubblico di osservare le macchie solari presenti sulla sua superficie. Inoltre sarà possibile ammirare il pianeta Venere di giorno.

Alle 20:30 inizierà l’osservazione notturna del cielo, con Giove, Marte e Saturno in bella mostra.

Un conduttore illustrerà ai presenti il cielo notturno di inizio estate.

Chi ha un telescopio è invitato ad usarlo con noi.

Ingresso libero

Info: Domenico D’Amato 339-8437009 domdamato49@gmail.com

2017-2018 CORSO DI ASTRONOMIA PER I SOCI – LATINA

FATTORIA PRATO DI COPPOLA

Via del Lido km. 4,200 – Latina

http://www.fattoriapratodicoppola.com/

Conferenza di fine corso: mercoledì 18 aprile 2018 – 19:00

PROGETTO

I MERCOLEDI’ DELL’ASTRONOMIA

L’iscrizione al corso è effettuata in sede la stessa sera d’inizio.

Il corso è aperto a tutti i soci dell’Associazione Pontina di Astronomia – Latina-Anzio-Nettuno (APA-lan) la cui iscrizione è di 35 euro/anno ridotti a soli 20 euro per gli studenti, per gli over 65 anni e per i componenti di uno stesso gruppo familiare.

Le lezioni avranno luogo a mercoledì alterni, dalle 18:30 alle 20:00. Ogni volta che il cielo lo permetterà la lezione terminerà  fuori per il riconoscimento delle costellazioni più importanti e con osservazioni al telescopio.

ATTENZIONE: Il programma sottostante è indicativo e può essere variato dall’insegnante del corso a seconda delle necessità.

Programma e calendario delle lezioni

1 – 25 ottobre 2017 – 18:30-20:00

La sfera celeste: come si identifica.  La stella Polare.
    

2 – 8 novembre 2017  – 18:30-20:00 – La volta celeste: Equatore, eclittica e zodiaco.
      

3 – 22 novembre 2017 – 18:30-20:00 – Le mappe celesti. Sistemi di coordinate. Astrolabi e planetari.
      

4 – 6 dicembre 2017 – 18:30-20:00 – Strumentazione e telescopi. Inquinamento luminoso.
      

5 – 13 dicembre 2017 – 18:30-20:00 – Le stagioni astronomiche.  
      

6 – 17 gennaio 2018 – 18:30-20:00 – La nascita del sistema solare. I pianeti interni.
     

7 – 31 gennaio 2018 – 18:30-20:00 – I pianeti esterni.

8 – 14 febbraio 2018  – 18:30-20:00 – Il sole e gli oggetti minori del sistema solare.     

9 – 28 febbraio 2018  – 18:30-20:00 – La Luna.
     
10 -14 marzo 2018 – 18:30-20:00 – Evoluzione stellare.
      

11 – 28 marzo 2018  – 18:30-20:00 – Le costellazioni.
      

12 – 11 aprile 2018 – 18:30-20:00 – I movimenti millenari della terra- la precessione degli equinozi.
     

Conferenza finale – 18 aprile 2018 – 19:00

      Serata Osservativa di Fine Corso.

Docenti: Alida Giona, Andrea Alimenti, Andrea Miccoli, Domenico D’Amato,

Info:

Alida Giona    alidagiona@libero.it      cell 347 33 16 947   

Andrea Miccoli  andmicco@libero.it        cell 347 57 75 180 

Domenico D’Amato  domdamato49@gmail.com    cell 339 84 37 009               

2017-2018 – CORSO DI ASTRONOMIA PER I SOCI – APRILIA
 

Lezione 12 –  giovedì  12 aprile 2018 – 18:30

Agriturismo Campo del Fico

www.agriturismocampodelfico.com

Via Apriliana, 4 – Aprilia (Lt) 

PROGETTO

Una conferenza precorso dal titolo:

Cassini, Storia di una Grande Avventura

giovedì 19 ottobre 2017 – 18:30

relatore Domenico D’Amato

Il corso si svolge su  dodici lezioni quindicinali a partire da giovedì 26 ottobre 2017, ore 18:30-20:00.
Calendario e programma delle lezioni

Lez. 1 – 26 ottobre 2017
La Terra nella Sfera Celeste.

Lez 2 – 9 novembre 2017 
I Movimenti della Terra.
L’Eclittica

Lez 3 – 23 novembre 2017 
Le Stagioni Astronomiche ed i moti millenari

Lez 4 – 7 dicembre 2017
Le Coordinate Celesti.
Stellarium, un planetario virtuale

Lez 5 – 14 dicembre 2017
Il Tempo

Lez 6 – 18 gennaio 2018 
Nascita del Sistema Solare e le leggi che regolano il moto dei pianeti.

Lez 7 – 1 febbraio 2018
Il Sole, la nostra Stella.

Lez 8 – 15 febbraio 2018
I pianeti rocciosi del Sistema Solare: Mercurio, Venere e Marte

Lez 9 – 1 marzo 2018 
I pianeti giganti del Sistema Solare: Giove, Saturno e Urano

Lez 10 – 15 marzo 2018

I corpi minori del sistema solare: Pianeti Nani, Plutoidi, Comete, Asteroidi e sciami meteorici

Lez 11 – 29 marzo 2018
La Luna: Origini. Movimenti, maree ed eclissi

Lez 12 – 12 aprile 2018
Come si organizza una sessione osservativa.

Giovedì 19 aprile 2018 – 19:00 – Conferenza conclusiva del corso

Ogni lezione terminerà, tempo meteo permettendo, con una sessione pratica a cielo aperto, effettuata ad occhio nudo e col telescopio.

Sede:

Agriturismo Campo del Fico

www.agriturismocampodelfico.com

Via Apriliana, 4 – Aprilia (Lt)

Didatti: Domenico D’Amato, Paolo Federici, Antonio Francesco Piras,

Come iscriversi e costi:

Per partecipare occorre essere soci dell’Associazione Pontina di Astronomia – Latina-Anzio-Nettuno, la cui quota associativa è di € 35,00 l’anno, ridotto a € 20,00 per studenti, over 65 anni o componenti della stessa famiglia.

Un ciclo di conferenze mensili a partire da giovedì 25 gennaio 2018 approfondirà alcuni argomenti:

2018 – Conferenze di Primavera: L’Universo

Coloro che fossero interessati sono pregati di comunicare la loro disponibilità, possibilmente via e-mail, a

Domenico D’Amato
cell: 339-8437009
e-mail: domdamato49@gmail.com 
 
 
2017-2018 – CORSO DI ASTRONOMIA PER I SOCI – NETTUNO 

Lezione 12 –  venerdì 13 aprile 2018 – 17:30-19:00

CANTINA BACCO

http://www.cantinabacco.it/

Via Eschieto, 1
(ex Via Cisterna Km 1,00)
Nettuno (Roma)

PROGETTO

Il corso si svolge su  dodici lezioni quindicinali a partire da venerdì 27 ottobre 2017, ore 17:30-19:00.
Calendario e programma delle lezioni

Lez. 1 – 27 ottobre 2017
La Terra nella Sfera Celeste.

Lez 2 – 10 novembre 2017 
I Movimenti della Terra.
L’Eclittica

Lez 3 – 24 novembre 2017 
Le Stagioni Astronomiche ed i moti millenari

Lez 4 – martedì 5 dicembre 2017
Le Coordinate Celesti.
Stellarium, un planetario virtuale.

Lez 5 – 15 dicembre 2018 
Il Tempo

Lez 6 – 19 gennaio 2018 
Nascita del Sistema Solare e le leggi che regolano il moto dei pianeti.

Lez 7 – 2 febbraio 2018
Il Sole, la nostra Stella.

Lez 8 – 16 febbraio 2018
I pianeti rocciosi del Sistema Solare: Mercurio, Venere e Marte

Lez 9 – 2 marzo 2018 
I pianeti giganti del Sistema Solare: Giove, Saturno e Urano

Lez 10 – 16 marzo 2018

I corpi minori del sistema solare: Pianeti Nani, Plutoidi, Comete, Asteroidi e sciami meteorici

Lez 11 – 30 marzo 2018
La Luna: Origini. Movimenti, maree ed eclissi

Lez 12 – 13 aprile 2018
Come si organizza una sessione osservativa.

Ogni lezione terminerà, tempo meteo permettendo, con una sessione pratica a cielo aperto, effettuata ad occhio nudo e col telescopio.

Sede:

CANTINA BACCO

http://www.cantinabacco.it/

Via Eschieto, 1- (ex Via Cisterna Km 1,00)
Nettuno (Roma)

Didatti: Domenico D’Amato, Paolo Federici, Antonio Francesco Piras,

Come iscriversi e costi:

Per partecipare occorre essere soci dell’Associazione Pontina di Astronomia – Latina-Anzio-Nettuno, la cui quota associativa è di € 35,00 l’anno, ridotto a € 20,00 per studenti, over 65 anni o componenti della stessa famiglia.

L’iscrizione ed il pagamento dela contributo di partecipazione si può fare il giorno d’inizio delle lezioni.

Il corso verrà attivato con almeno 10 (dieci) iscritti.

Coloro che fossero interessati sono pregati di comunicare la loro disponibilità, possibilmente via e-mail, a

Domenico D’Amato
cell: 339-8437009
e-mail: domdamato49@gmail.com 
 
 

2017 – PIOGGIA DI STELLE AL CHIOSCO BAR LA PRUA

Logo La Prua Chiosco Bar

Logo La Prua Chiosco Bar

Domenica 13 agosto 2017 – 21:30 

PIOGGIA DI STELLE

Chiosco Bar La Prua presso

Lega Navale Italiana

Via Guido Cicco

Cretarossa – Nettuno (Rm)

N 41.27.12/ E 012.40.59

PROGETTO

In occasione dell’evento estivo delle stelle cadenti delle Perseidi, anche dette Lacrime di San Lorenzo, il Chiosco Bar La Prua e l’ASSOCIAZIONE PONTINA DI ASTRONOMIA – Latina-Anzio-Nettuno (APA-lan) organizzano una manifestazione g…astronomica sulla spiaggia dello stabilimento balneare della Lega Navale Italiana

Domenica 13 agosto 2017 – 21.30 – PIOGGIA DI STELLE

La manifestazione è preceduta da una presentazione multimediale di circa 30 minuti con proiezione e commento di immagini e filmati.

Una serie di telescopi dell’Associazione saranno a disposizione del pubblico per osservare Luna e pianeti.

In tarda sera avremo la possibilità di osservare le meteore sdraiati sulla sabbia (portatevi un’asciugamano) o su lettini gentilmente messi a disposizione dal Lido.

Chiunque avesse un telescopio, è invitato ad usarlo con noi.    

Sarà possibile mangiare degli spuntini.

Info Chiosco Bar La Prua Lorenzo 327-0223607

Info: APA-lan – Domenico D’Amato 339-8437009 domdamato49@gmail.com

 La Mappa

La Mappa

La Mappa

ARTICOLI DI GIORNALI

ANNO 2017

Mostra itinerante dedicata a Cassini

Il Messaggero:

http://www.ilmessaggero.it/AMP/astronomia_week_end_latina_insieme_sonda_cassini_alle_sue_immagini_di_saturno-2584408.html

Eventi estivi 

Il Messaggero:

http://www.ilmessaggero.it/latina/astronomia_appuntamenti_apa_occasione_delle_stelle_cadenti-2613570.html

Nuovo Orione

Ottobre 2017