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ADDIO  2013

Carissimi amici ciechi ed ipovedenti,

la cometa di cui vi ho parlato il mese scorso -la cometa ISON- non c’è più, è finita!

Proprio così, aveva alimentato le previsioni più rosee e più ardite circa la sua visibilità nel limpido e freddo cielo invernale ed invece ha terminato la sua lunga esistenza nel momento in cui ha realizzato il suo sogno sfiorando il Sole, come il “Consalvo” leopardiano: il bacio tanto desiderato è arrivato insieme con la morte! La morte più bella, secondo il Leopardi.

L’infuocata atmosfera solare l’ha fatta svaporare tutta e la forza di gravità ha sbriciolato e distrutto il piccolo nucleo.

Qui a Latina abbiamo cercato di vederla durante il suo avvicinamento al Sole la mattina del 24 novembre, alle 6 di mattina, eravamo pronti all’appuntamento, infreddoliti ma speranzosi, ma purtroppo, le nuvole non hanno aperto nessun varco nella sua direzione.

Speravamo che in seguito, dopo il passaggio ravvicinato con il Sole, saremmo riusciti a vederla, per questo l’abbiamo seguita con molta trepidazione la sera del 28 novembre sul PC tramite Internet nei momenti cruciali ed invece abbiamo assistito in diretta al suo funerale: l’abbiamo vista che si avvicinava al Sole con tutta la sua splendida e lunga coda (circa 20 milioni di km) e subito dopo il passaggio ravvicinato, invece della cometa restava un buffetto di polvere che si allontanava dal Sole seguendo la stessa orbita e diventando sempre meno evidente. Amen.

Ce ne stanno molte altre in cielo, ma nessuna è visibile facilmente ad occhio nudo come sarebbe stata la Ison a dicembre.

Per tutti sarebbe stata la cometa di Natale, la stella-cometa che non manca mai in nessun presepe. La sua presenza in cielo sarebbe stata un gradito regalo ed un segno di buon auspicio in previsione di tempi non facili.

Comunque, in tutto questo mese di dicembre, in cielo c’è ugualmente un bel regalo: si tratta dell’astro più luminoso per noi dopo il Sole e la Luna: è il pianeta Venere.

In dicembre si vede ogni sera subito dopo il tramonto del Sole per più di un’ora proprio nella zona dove è tramontato il Sole, leggermente a sinistra.

Da gennaio 2014 fino ad ottobre, si vedrà di mattina, prima dell’alba.

C’era anche ai tempi della nascita di Cristo, allora insieme a Venere c’era anche Giove: i due pianeti in assoluto più luminosi erano in una congiunzione così stretta cioè così vicini prospetticamente da far pensare ad una sola luce, la luce di una stella speciale: la stella-cometa, appunto.

Esistono le stelle, esistono le comete, ma le stelle-comete esistono solo nei presepi natalizi, non esistono nella realtà.

Venere è un puntino molto bianco e molto luminoso, che un ipovedente sicuramente può vedere ogni sera di dicembre dalle 17 alle 18 circa.

Come tutti i pianeti, Venere non brilla.

E’ una luce fissa, statica, non varia né di intensità né di colore mentre le stelle, tutte le stelle brillano, cioè la loro luce ha un certo tremolio.

Come mai le stelle brillano ed i pianeti no? Le stelle sono dei puntini microscopici di luce, anche luce intensa, ma sempre puntini piccolissimi dovuti alla grandissima distanza delle stelle da cui proviene quella luce.

Quel raggio di luce arriva ai nostri occhi e nell’attraversare tutta la turbolenta atmosfera terrestre subisce deviazioni e rifrazioni che gli fanno cambiare leggermente, ma continuamente, intensità e colore.

I pianeti invece, sono relativamente vicini, si vedono come delle piccole rotondità che riflettono la luce del Sole e quindi verso di noi non viaggia un raggio sottile di luce ma un fascio di raggi provenienti dalla superficie del pianeta, nel loro insieme i raggi si comportano come un fascio di luce stabile.  

Ecco perché la luce dei pianeti non è tremolante al contrario delle stelle che, più o meno, brillano tutte.

Anche una stella grandissima come Antares (dello Scorpione) una delle più grandi dell’universo, per la grande distanza che ci separa da lei la vediamo come un minuscolo, piccolissimo puntino tremolante.

Eppure, è così grande che se Una Mano mettesse Antares al posto del nostro Sole noi staremmo dentro il Sole.

In quel caso la vita non si sarebbe mai sviluppata e la Terra sarebbe stata un pianeta arido come Mercurio, Venere o Marte.

Anche il nostro “piccolo” Sole fra 4 miliardi di anni si dilaterà tanto da sfiorare, quasi, la Terra arroventandola.

E’ chiaro che quando questo succederà qualunque forma di vita sulla Terra sarà già sparita e dopo un altro miliardo di anni anche il Sole si spegnerà definitivamente diventando una stella piccolissima ma pesantissima quindi molto densa, senza produzione di luce né calore: una stella Nana Bianca.

Questa è la fine che farà il nostro Sole.

Ed i pianeti saranno ancora lì a girargli intorno….per sempre, così, fino alla fine dell’universo.

E cioè? Fino a quando? Quando dovrebbe esserci la fine dell’universo?

Non si sa….nessuno lo può dire.

Si sa con grande certezza quando l’universo è nato ma non si sa quando terminerà.

E’ nato quasi 14 miliardi di anni fa da un puntino densissimo che è esploso (Big-Bang) espandendosi velocemente in tutte le direzioni, un po’ come una bomba o un fuoco d’artificio. In quell’attimo è nato tutto: il tempo, lo spazio e la materia.

Quindi, la domanda “cosa c’era prima del Big Bang?” non ha nessun senso, sarebbe come chiedere “com’era questa mela prima che nascesse?”

La stessa cosa dicasi per lo spazio che ancora oggi sta “crescendo” si sta espandendo.

Hanno misurato la velocità di questa espansione, cioè quanti km l’universo si espande ogni secondo ed hanno misurato anche quanto è grande; poi, sono andati all’indietro togliendo ogni secondo -alle dimensioni attuali- i km di espansione guadagnati nel tempo ed ovviamente più si andava indietro nel tempo e più l’universo risultava piccolo e giovane e continuando così sono arrivati a quando l’universo aveva età zero e di dimensioni zero e quello era il momento della nascita: 13,7 miliardi di anni fa.

Su questo non ci sono -quasi- dubbi.

I dubbi ci sono sulla fine che farà il nostro universo:

1-Continuerà ad espandersi per sempre? All’infinito?

2-Si espanderà fino ad un certo punto e tutto finirà e resterà così?

3-Si espanderà fino ad un certo punto e da quel momento in poi -mancando la forza propulsiva dell’esplosione- tutto ricadrà indietro -per la forza di gravità- fino al punto iniziale dove tutto era nato? Questo sarebbe “il big crunch” in opposizione al “big bang”. E qui sorgerebbe l’altra domanda: “quanti Big Crunch” ci sono stati fino adesso? Nessuno può dirlo……

Le teorie sono tante ma per adesso si è d’accordo solo su come è nato l’universo, non sulla sua fine.

Ma adesso parliamo anche del Sole che per nostra fortuna è ancora vivo e vegeto. Non possiamo dimenticarci che questo è il mese del Solstizio d’Inverno. Sei mesi fa (il 21 giugno) abbiamo solennemente accolto il Solstizio d’Estate, e adesso, il 21 dicembre, alle ore 17, la Terra attraverserà il punto del Solstizio Invernale. In questo periodo il Sole a mezzogiorno non è alto in cielo, è parecchio più basso rispetto a come era alto in estate, e per questo motivo le ombre degli oggetti e delle persone sono molto lunghe: un oggetto alto un metro fa un’ombra, per terra, lunga quasi due metri se siamo a Lampedusa, più di due metri se siamo a Roma e più di due metri e mezzo se siamo al Brennero.

Più andiamo verso il nord e più le ombre sono lunghe perché il Sole si vede sempre più basso: è questo il motivo del freddo, il Sole basso, non la distanza della Terra dal Sole, infatti il 4 gennaio la Terra si troverà al Perielio che è il punto dell’orbita più vicino al Sole.

Qui a Latina noi astrofili non perdiamo occasione per divertirci con l’astronomia perciò accoglieremo questo evento astronomico con la Festa del Solstizio d’Inverno, una bella serata di festa che faremo il 20/12, venerdì. Se qualcuno di voi -dei più vicini a Latina- volesse essere dei nostri sarebbe per tutti noi dell’Associazione Pontina di Astronomia per davvero una doppia festa e per me motivo di orgoglio.

Per questo metto qui in calce il mio telefono a vostra disposizione.

Chiudo inviando a voi tutti i miei più fervidi auguri di Buone Feste e l’augurio che il 2014 sia meno drammatico di come si preannuncia.

Personalmente auguro a me stesso che il 2014 non mi porti nulla ma almeno mi lasci quello che ho!

A tutti un caro abbraccio,

Andrea Miccoli