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ISON, LA COMETA DI NOVEMBRE 2013

Carissimi amici ciechi ed ipovedenti,

in questo mese di novembre 2013 di cos’altro vi potevo parlare se non della cometa di cui già si parla tanto?

Perché questa cometa è tanto chiacchierata?

Cos’ ha di speciale rispetto a tante altre comete?

Ebbene, la cosa più sicura che si può dire è che ha un futuro molto incerto, non solo, anche il suo presente, per adesso, non è molto…brillante (in tutti i sensi).

Diamole uno sguardo da vicino, cerchiamo di conoscerla e cominciamo dal nome: si chiama ISON (tutti pronunciano Aison, all’americana) questo non è il nome dello scopritore (è stata scoperta da due astronomi russi) ma è il nome della rete di cui faceva parte l’osservatorio dove è avvenuta la scoperta lo scorso anno 2012 il 28 settembre.

Allora si trovava ancora molto lontana dal Sole, era tra l’orbita di Saturno e quella di Giove a circa 900 milioni di km di distanza da Sole.

E’ piccolina, ha un corpicino di circa 2 km, scoprirla a tanta distanza è stato come cercare (e trovare) con un telescopio da Roma, una lenticchia sulla città di Mosca!

Potenza della tecnologia moderna applicata ai telescopi!

Anche questa come altre comete proviene dagli estremi confini del sistema solare: la cosiddetta nube di OOrt dove ancora si trova tutta la materia che per la grande distanza dal Sole non ha ricevuto la necessaria attrazione per muoversi e perciò non ha preso parte alla costruzione del sistema solare.

Stiamo parlando di una distanza pazzesca, da dove la cometa Ison è partita migliaia o milioni di anni fa per arrivare solo adesso da queste parti.

Con precisione possiamo dire che il 28 novembre 2013 sarà al perielio che è il punto più vicino al Sole.

Sarà quello il momento più drammatico della vita della cometa Ison, è in quelle poche ore che sono state concentrate tutte le forze tecniche e l’attenzione di tutti gli astronomi perché la sua distanza dal Sole sarà veramente piccolissima e cioè meno di 2 milioni di km (pensate che noi stiamo a 150 milioni di km e Mercurio non scende mai sotto i 45) in quelle poche ore la cometa sarà dietro al Sole, dalla Terra nessuno potrà osservarla, solo l’occhio di alcuni strumenti spaziali della Nasa potranno seguire l’evento, con molte precauzioni per non bruciare i sensori ottici.

Quando la cometa inizierà la traiettoria curva intorno al Sole e sparirà dietro di esso, nessuno sarà in grado di dire con sicurezza se la rivedremo ancora. Nel caso che possa riemergere dall’altro lato del Sole chissà in quali condizioni si troverà.

La cometa è così piccola e la sua distanza dal Sole è così ridotta che è possibile che il Sole la faccia letteralmente svaporare tutta e riduca in frammenti il nucleo sbriciolandolo con la forza di gravità.

Questo è già successo ed è stato osservato anche recentemente con altre comete.

La più famosa e documentata frantumazione di una cometa è avvenuta per opera del pianeta Giove nel mese di luglio del 1994, un evento che seguii anch’io con il mio telescopio.

La cometa era la Shoemaker-Levy , era un unico pezzo intero, come tutte, ma quando la distanza da Giove era diventata ormai troppo piccola (poche decine di migliaia di km) i pezzi diventarono due, poi tre, quattro, dieci, poi 21 pezzi che finirono tutti su Giove in fila indiana lasciando enormi segni d’impatto nell’atmosfera del pianeta per alcuni mesi.

La Ison in pratica, fino ad ora nessuno l’ha vista ad occhi nudo – è troppo piccola – e nessuno potrà vederla facilmente e bene come vedemmo la grande cometa Hale-Bopp in molte serate del 1997.

Però sarà possibile vederla (o intravederla) nella luce del crepuscolo mattutino un’ora prima del sorgere del Sole nei giorni intorno al 24 di questo mese di novembre 2012 dalle ore 06.00 in poi avendo l’orizzonte sgombro, il ché, di questi tempi non sarà facile.

Dopo lo stress termico e gravitazionale del passaggio al perielio potremo tentare di vedere ciò che sarà rimasto della cometa (se qualcosa sarà rimasto) nei giorni 3/4/5 dicembre, dopodiché ci vorrà il binocolo o il telescopio perché si allontanerà molto velocemente.

Non tornerà mai più da queste parti. La sua orbita non è chiusa ma aperta e questo significa che non è periodica quindi non la vedremo mai più.

Sono varie decine le comete che arrivano ogni anno nel sistema solare, arrivano da sopra, da sotto, da ogni parte, non arrivano sistemate sullo stesso piano dei pianeti.

Se hanno la giusta massa e arrivano con la giusta velocità ed alla giusta distanza dal Sole diventano periodiche cioè vengono catturate dalla gravità del Sole e sistematicamente ritornano dopo un numero di anni che dipende dalla dimensione dell’orbita: più è piccola e più è breve il periodo di rivoluzione intorno al Sole, la Henke ha l’orbita più piccola e quindi il periodo più breve di tutte: 3 anni per fare un giro.

La maggior parte ha periodi di 10-20 anni ma alcune hanno periodi di centinaia di anni.

Le comete che si impongono all’attenzione di tutta la Terra per la loro visibilità e la bellezza della coda e della chioma sono pochissime, diciamo una ogni 4-5 anni.

Fra gli studiosi che seguono la Ison c’è chi dice che non ha l’orbita aperta ma tanto tanto grande da sembrare aperta anche se dovrebbe essere chiusa ed avanzano l’ipotesi che potrebbe essere la stessa cometa del 1680 attribuendole, così, un periodo di circa 300 anni.

Per adesso, speriamo che ce la faccia a superare la difficile prova del 28 al perielio e speriamo che il 29 novembre sia ancora in…vita.

Noi qui a Latina festeggeremo il suo arrivo organizzando una mattinata antelucana domenica 24, che secondo me è il giorno con le condizioni migliori per poterla vedere (in tutta l’Italia) il ché avverrà un’ora prima dell’alba (tempo meteo permettendo) e poi, se uscirà viva dall’incontro ravvicinato con il Sole, il 3 dicembre faremo la mattinata del commiato per rivederla e salutarla augurandole un “buon ritorno a casa….”.

I dettagli delle due giornate -tra qualche giorno- nel sito: www.astronomiapontina.it .

Pensate: ha atteso questo momento per quasi 5 miliardi di anni, al freddo più intenso ed al buio più estremo di tutto l’universo; ha percorso migliaia di miliardi di km, ha viaggiato per milioni di anni e dopo tutto ciò, in pochissime ore, il suo destino si compie il 28 novembre 2013: o ritorna a casa felice perché ha potuto vedere da vicino il Sole fin quasi a toccarlo, oppure soccombe, meschina, vittima di un sogno impossibile. Vedremo.

Io vivamente mi auguro che ce la faccia, mi è simpatica ed il 29 mattina vorrei festeggiare la sua….rinascita dalle fiamme solari.

Vi terrò informati con la prossima pillola ai primi di dicembre dopo la mattinata del commiato (se ci sarà).

Ma se qualcuno volesse sapere in tempo reale se la Ison c’è ancora oppure si è fermata per sempre, mi scriva o mi telefoni (cell.3475775180) risponderò volentieri.

A tutti un caro saluto,
Andrea Miccoli.