ALTARE
ALTARE
LA COSTELLAZIONE
L’Altare (in latino Ara, sigla Ara) è una piccola costellazione australe visibile con difficoltà solo dalle regioni meridionali dell’Italia.
Le coordinate del punto centrale sono: 17h 00min di Ascensione Retta (AR) e -55° di declinazione (delta).
LE STELLE
Non ci sono stelle di particolare interesse per l’astrofilo.
GLI OGGETTI CELESTI
Non ci sono oggetti celesti di particolare interesse per l’astrofilo.

L’asterismo della costellazione dell’Altare

L’Altare visto da Hevelius
IL MITO
Il nome originario deriva dal nome dell’Altare dedicato al Centauro Chirone, la creatura terrestre più saggia.




















































































































































DA ROSETTA A SAMANTHA
DA ROSETTA A SAMANTHA
Carissimi amici ciechi ed ipovedenti,
l’anno scorso 2013, nel mese di novembre, parlavamo della cometa Ison che doveva passare vicinissima al Sole e non sapevamo se sarebbe sopravvissuta oppure no al terribile calore del Sole.
Poi, a dicembre vi raccontai della sua triste fine che fu anche la fine della speranza di poterla rivedere.
Quest’anno 2014 a novembre si è ripetuta, con qualche variante, la stessa situazione riguardo l’avventura di Rosetta.
Un’impresa spaziale e scientifica gigantesca che ha portato ugualmente grandi risultati ma che doveva portarne molti di più e di valore immensamente più importanti.
Studiare dal vivo una cometa in ogni dettaglio stando su di essa sarebbe stato -come abbiamo già detto il mese scorso- il modo ideale per cercare di scoprire qualche segreto della vita sulla Terra.
Invece le cose sono andate in un modo del tutto imprevisto.
Ecco cosa è successo:
dopo 10 anni di operazioni e manovre assolutamente precise, perfette ed impeccabili, a 511 milioni di km dalla terra, Rosetta ha sganciato il laboratorio File che doveva posarsi sulla cometa Ciùriumov-Gerasimènko.
Tutto è andato in modo perfetto fino al momento del contatto con il corpo della cometa.
In quell’attimo File è rimbalzato come una pallina di ping-pong, ha volato per altre due ore e quando ha toccato il terreno per la seconda volta è rimbalzato di nuovo per altri 7 minuti andandosi a fermare chissà dove.
Nessuno sa dove è caduto o atterrato o “accometato” con precisione, ma siamo certi che sta sulla cometa perché ha mandato qualche immagine ravvicinata del luogo dove si trova.
Si è capito che non stava dritto in piedi e soprattutto che non era illuminato dal Sole, il ché significava che presto sarebbe mancata l’energia elettrica per la carica delle batterie, per questo gli scienziati hanno capito subito che aveva le ore contate, infatti dopo 64 ore è stato messo in ibernazione (quasi spento).
Si spera che quel pochino di luce che gli arriva chissà come, possa -anche se molto lentamente- prima o poi, dargli l’energia per fare qualche altro tentativo per farsi localizzare.
Ad Agosto 2015 la cometa arriverà al suo perielio che è il punto più vicino al Sole, circa 180 milioni di km da noi, si spera che la grande emissione di particelle di vapore possa dar luogo ad una certa diffusione della luce, un po’ come succede sulla Terra di giorno quando ci sono le nuvole, e questo porti un po’ più di luce ai pannelli fotovoltaici di File, ovunque si trovi.
A proposito del vapore acqueo della cometa, dalle ultime analisi fatte sembra che ci siano grosse differenze tra la composizione dell’acqua sulla Terra e l’acqua della cometa.
Queste differenze, qualora supportate da ulteriori analisi potrebbero mettere in dubbio l’origine cometaria dell’acqua terrestre.
Il 15 febbraio 2015 Rosetta si avvicinerà fino ad una distanza di 6 km dalla cometa e con le sue strabilianti apparecchiature di bordo chissà ancora cosa altro potrà dirci.
Concludiamo questo breve aggiornamento su Rosetta e File con un atto di speranza: speriamo di sentire presto che le batterie sono di nuovo cariche e pronte per un’altra preziosa -anche se breve- sessione di operatività.
Per chi conosce l’inglese qui appresso trovate un paio di indirizzi con le notizie aggiornate della missione Rosetta.
http://blogs.esa.int/rosetta/
http://blogs.esa.int/rosetta/2014/12/05/cometwatch-2-december/
Ora accenniamo all’evento astronomico più importante del mese di dicembre che è il Solstizio d’Inverno.
Quest’anno si verifica 3 minuti dopo la mezzanotte del giorno 21 e cioè alle ore 00.03 del giorno 22.
Nel giorno del solstizio d’inverno abbiamo il dì più corto dell’anno e, di conseguenza, la notte più lunga dell’anno.
Questo succede perché la Terra gira intorno al Sole mantenendo l’asse di rotazione sempre inclinato di 23,5° e sempre parallelo a se stesso, cioè sempre (o quasi…) diretto verso lo stesso punto del cielo.
Ma in questo giorno il Sole NON sorge più tardi né tramonta più presto. NO.
Il Sole sorge più tardi il giorno 4 gennaio e tramonta più presto il giorno 8 dicembre ma in questi due giorni il dì dura circa (a Roma) 9 ore e 16 minuti mentre il giorno con il dì più corto dell’anno è il solstizio d’inverno quando il Sole sta sopra l’orizzonte (il dì) per 9 ore e 10 minuti.
Una volta si diceva grossolanamente “Santa Lucia, il giorno più corto che ci sia” .
Dal 1582 non è più così.
In quell’anno furono cancellati 10 giorni dal calendario per motivi che prima o poi spero di potervi raccontare, e perciò il dì più corto passò dal 13 al 21 o 22 dicembre che è il giorno del solstizio d’inverno.
Voltiamo pagina…
Di questi tempi come si fa a non parlare anche della nostra Samantha Cristoforetti? Da un mese si trova nella Stazione Spaziale a 400 km dalla Terra.
Vi darò qualche aiutino per poterla seguire nell’interessante avventura che sta vivendo.
Voi sicuramente avete già qualche idea di come si vive in assenza di gravità.
La pillola di Ottobre 2013 era tutta dedicata alla ISS.
Samantha è decollata il 23 novembre 2014 dalla base di Baikonur (nel Kazakinstan) insieme ad altri due compagni di avventura ed è arrivata alla stazione spaziale dopo sei ore.
Sei ore per fare 400 km.
Noi per fare 400 km con la macchina sulla Terra impieghiamo di meno, ma loro per salire fino a 400 km di altezza hanno dovuto fare quattro volte il giro della Terra per un totale di circa 170 mila km in sei ore.
Ogni giorno Samantha tiene aggiornato un vero e proprio diario di bordo dove spiega a tutti e con tutti i dettagli quello che fa e come e perché lo fa.
Molte persone tramite le sue avvincenti spiegazioni stanno scoprendo un mondo affascinante e sconosciuto che non immaginavano nemmeno.
Questo diario di bordo si sta rivelando una fonte inesauribile di notizie interessantissime per tutti ed è come un avvincente romanzo a puntate che durerà 6 mesi dandoci una montagna di informazioni a volte scientifiche, a volte tecniche, curiose, sfiziose riguardo a tutto ciò che fa a bordo: dalle operazioni tecniche di manutenzione alle operazioni personali, operazioni di pulizia, esperimenti scientifici…tutte operazioni normali qui sulla Terra ma lì è un ambiente dove la vita dipende totalmente dalla tecnologia che dev’essere sempre perfettamente sotto controllo.
Samantha con il suo diario ci fa sentire come se anche noi fossimo con lei a bordo a seguire da vicino quello che fa.
Si possono anche fare delle domande, ma siccome sono tantissime solo qualche volta ha risposto personalmente lei, le altre volte rispondono i suoi assistenti on-line.
Non vi sto a descrivere nulla in particolare perché sarei insufficiente nelle spiegazioni, per questo vi mando gli indirizzi qui sotto.
Il primo è tutto in italiano, gli altri un po’ ed un po’.
Troverete un sacco di originali ed interessanti notizie, racconti e resoconti della vita di tutti i giorni.
Sono sicuro che anche voi sarete presi dal fascino della scoperta di tante piccole e grandi notizie riguardanti la vita di sei persone in condizioni così particolari.
Vi lascio augurandovi un buon ascolto e facendovi tanti auguri di Buone Festività Natalizie insieme ad un felice 2015 ricco di salute e serenità.
Andrea Miccoli.
http://avamposto42.esa.int/diario-di-bordo/
http://samanthacristoforetti.esa.int/
http://www.astronautinews.it/2014/12/08/l13-l14-igiene-personale-e-riordino-della-dispensa-nel-sabato-del-villaggio-spaziale/
http://www.forumastronautico.it/index.php?topic=22575.0
LE STELLE CADENTI PER I CIECHI
LE STELLE CADENTI PER I CIECHI
Sono ormai 4 anni che l’Associazione Pontina di Astronomia si interessa dei ciechi e degli ipovedenti per dare a loro la possibilità di godere delle gioie che si provano conoscendo ciò che avviene in cielo.
A partire dal mese di giugno 2013 tutti i ciechi ed ipovedenti che lo vogliono possono iscriversi ad una mail-list mensile e ricevere informazioni di astronomia in…”pillole” (inviare la propria mail a: Andrea Miccoli andmicco@libero.it ).
Ogni mese viene trattato un argomento diverso ma legato a quel mese per motivi astronomici.
La trattazione è di tipo semplice e senza approfondimenti spinti, quindi comprensibile anche a chi non ha mai sentito parlare di astronomia.In questo mese di agosto 2013 abbiamo trattato le stelle cadenti, le famose “Lacrime di S. Lorenzo” o “Perseidi”.
Qui sotto, in “Perseidi, meteore d’agosto” potete leggere e scaricare liberamente la breve spiegazione al termine della quale troverete un link ad un sito molto particolare dove si possono ascoltare le stelle cadenti in diretta streaming durante la loro caduta e, più esattamente, quando vengono bruciate dall’attrito con l’atmosfera ed appaiono come delle brevissime linee di luce, a volte anche lunghe, intense e colorate a seconda della dimensione, della composizione chimica e della direzione durante la caduta.
Questo il sito per l’ascolto delle stelle cadenti: http://topaz.streamguys.tv/~spaceweather/
Cliccando su questo indirizzo appare una pagina bianca con una piccola barra in alto a sinistra.
Cliccando su un punto qualunque della barra non c’è altro da fare, parte subito (o dopo qualche istante) l’ascolto del fruscio del ricevitore radio con cui si sentiranno le stelle cadenti.
Da tenere presente che la possibilità di assistere – in audio – alle cadute più intense di stelle cadenti va da mezzanotte circa fino a mezzogiorno circa di qualunque luogo in cui avviene l’osservazione.
Nel nostro caso il sito si trova nel Texas, quindi bisogna tener presente che il fuso orario del Texas è diverso dal nostro con una differenza di 8 ore (con l’ora legale).
In pratica, per ascoltare qui le stelle cadenti del Texas dobbiamo sapere che l’orario migliore – per noi, qui – va dalle 8 di mattina alle 20 circa del nostro orologio. Mentre dalle 20 fino alle 8 di mattina per noi non è il periodo migliore.
Buon ascolto e buon divertimento.
LE STELLE SONO TANTE …
LE STELLE SONO TANTE …
Carissimi amici ciechi ed ipovedenti,
In questo mese di febbraio parleremo ancora di stelle ma con riferimenti pratici alle stelle che brillano nel nostro cielo notturno.
Le hanno contate, sono in tutto circa 6000 quelle che si vedono in ambedue gli emisferi, quindi una persona può vederne al massimo 3000.
Ciò è possibile solo in un cielo perfettamente buio, privo di nuvole o foschia e senza la piaga dell’inquinamento atmosferico e luminoso che sporca i nostri cieli.
Da un centro cittadino molto illuminato, come Latina, è difficile vederne più di due/tre in piena notte; appena si esce dal centro se ne possono vedere alcune decine; si arriva alle centinaia oppure migliaia di stelle se osserviamo il cielo dalle campagne e sulle montagne vicine ma lontano dai centri abitati.
Ci sono stelle più luminose e stelle meno luminose, ma tutte sono dei puntini microscopici, talmente piccoli che non hanno superficie.
Quelle più luminose sembrano più grandi delle altre ma sono soltanto più luminose e la maggiore intensità di luce le fa apparire -ai nostri occhi ed al nostro cervello- anche più grandi.
La più luminosa di quelle che vediamo è anche la più vicina: è Sirio.
Qualche ipovedente può vederla in questo mese di febbraio ogni sera intorno alle 21.00 guardando a sud in direzione del braccio tenuto a mezza altezza.
Se poi alza il braccio molto di più fino ad arrivare vicino alla verticale incontrerà un corpo ancora più luminoso che non è una stella ma è il pianeta Giove.
Anche questo è un puntino ma non è tremolante perché è un pianeta.
Sirio è la stella più luminosa della costellazione del Cane Maggiore e un po’ a sinistra c’è la stella Procione che è la più luminosa del Cane Minore.
Questi sono i due cani di Orione e rappresentano la famosa canicola che abbiamo conosciuto a giugno, qui il Sole si trova in piena estate quando fa caldo.
Queste stelle le vediamo adesso perché è inverno ed il Sole si trova dall’altra parte del cielo.
Si dice così anche se sappiamo che non è il Sole che si muove ma è la Terra.
Abbiamo detto che Sirio è la stella più vicina di quelle che vediamo nel nostro cielo.
Vicina…quanto? 8 Anni Luce.
Che cosa è un Anno Luce?
E’ la distanza che la luce percorre in un anno viaggiando alla velocità di 300.000 km al secondo.
In pratica sono quasi 10 mila miliardi di km che la luce percorre in un anno.
Tutte le stelle che noi vediamo in cielo distano tra gli 8 ed i 2000 anni luce e sono le più vicine fra tutte quelle della nostra galassia che in totale ne conta circa 250 miliardi (miliardo più miliardo meno….) e di queste, le più lontane si trovano a circa 100.000 anni luce di distanza.
La galassia a noi più vicina è Andromeda che dista soltanto 2 milioni di anni luce.
Nelle serate più buie e con il cielo pulito (per esempio dopo un grosso acquazzone) Andromeda si può anche intravedere ad occhio nudo.
Ciò che noi vediamo ora è Andromeda così com’era 2 milioni di anni fa.
Anche le stelle che vediamo adesso “in diretta” erano così quando questa luce partì da loro cioè 10-100-1000 anni fa, a seconda che si trovino da noi a 10-100-1000 anni luce di distanza.
Nel frattempo potrebbero essere già morte e noi le vediamo belle, vive e..vegete!
Anche la nostra luce viaggia nell’universo, ma non arriva molto lontano perché la Terra non è un Sole.
Ma, per una volta, lasciamoci andare ad una considerazione assolutamente fantasiosa ed immaginiamo che possa esistere la possibilità di catturare questa flebile luce della Terra anche a distanze stellari.
Cosa vedrebbero quei telescopi?
Da un pianeta che dista 100 anni luce da noi, si vedrebbe la Terra così com’era 100 anni fa durante la prima guerra mondiale.
Da un pianeta lontano 2000 anni luce, si dovrebbe vedere un giovincello di nome Gesù mentre cammina per strada con la mamma.
Da un pianeta distante 5000 anni luce, guardando in Egitto si vedrebbero tante persone come formiche che stanno lavorando per la costruzione della piramide di Cheope.
Guardando il cielo con gli occhi della mente è bello pensare che lassù, chissà dove, forse proprio qualcuno di quei puntini luminosi potrebbe essere un Sole con un pianeta abitato come la Terra.
E che tipo di vita potrebbe esserci? Che tipo di abitanti?
Tutte le stelle vicine, diciamo fino a 500 anni luce di distanza, vengono continuamente monitorate dalla Terra per cercare di capire se hanno oppure no, qualche pianeta abitabile.
E se pure si trovasse un pianeta abitabile (con atmosfera, ossigeno, acqua, ecc.) sarebbe ancora più difficile capire se tecnologicamente i suoi abitanti (qualora ce ne fossero) avrebbero i mezzi per ricevere i nostri messaggi.
Pensate che la Terra che ha un’età di 5 miliardi di anni è in grado di ricevere ed inviare questi messaggi da meno di cento anni.
Le stelle non sono tutte dello stesso colore, la maggior parte sono bianche perché giovani (milioni o miliardi di anni) e calde (10/20.000 gradi in superficie) come Sirio, Vega che è la più luminosa del cielo estivo, ma ce ne sono di gialle che sono meno calde (6000 gradi) come il nostro Sole, la più conosciuta di queste è Arturo che è la più luminosa della costellazione del Bovaro.
Il nome di questa costellazione è anche Bootes che significa “guardiano dei buoi” che erano le 7 stelle dell’orsa maggiore.
I 7 buoi in latino erano i septem triones, da cui è derivato il termine settentrione.
Questa stella passa quasi sulle nostre teste nelle serate di giugno-luglio.
Qualche anno fa, avevo ideato e costruito un tipo di astrolabio con cui una persona cieca poteva sapere, in qualunque ora e giorno dell’anno, il nome delle costellazioni con relative stelle più brillanti che passavano sulla sua testa, cioè allo Zenit.
Per questo lo avevo chiamato “astrolabio zenitale”.
Con l’avvento dei tablet, smart-phone ecc, questo strumento non ha più motivo di esistere.
Ma non so se a queste App hanno dato la voce oppure no.
Le stelle rosse sono le più fredde (3/4000 gradi) sono le giganti o supergiganti rosse come l’immensa Antares di cui abbiamo già parlato (anti-ares nemica di Marte) che è il cuore dello Scorpione e si vede d’estate; ma anche Betelgeuse: il braccio destro di Orione che vediamo adesso in inverno come Aldebaran che rappresenta l’occhio destro del Toro.
Queste rosse sono stelle ormai prossime alla fine.
Potrebbero esplodere da un momento all’altro il ché significa fra migliaia o milioni di anni.
Quelle più vicine, quando esploderanno, potranno causare parecchi guai alla Terra a causa dell’enorme energia sprigionata.
Ogni stella fa parte di una costellazione.
Ognuna delle stelle più luminose, e perciò più conosciute, ha un suo nome già dai tempi antichi.
Le stelle che hanno il nome proprio sono poco più di 200.
Oltre ai nomi, tutte le stelle sono indicate con le lettere dell’alfabeto greco dove l’alfa è sempre la più luminosa, poi viene la beta, la gamma e così via mano a mano che diminuisce la luminosità.
Ci sono in tutto il cielo 88 costellazioni.
Alcune vecchie e note da migliaia di anni, altre invece, scoperte durante l’esplorazione dei mari meridionali nel periodo medievale, altre ancora create nel secolo scorso dall’Unione Astronomica Internazionale sulle “ceneri” di quelle cancellate per vari motivi come la costellazione di Antinoo dedicata al pupillo dell’imperatore Adriano.
Tutte hanno nomi di cose, animali o strumenti, ma pochissime hanno la forma più o meno simile allo strumento o animale di cui portano il nome.
Le più somiglianti sono: lo scorpione (visibile in estate), il leone (visibile in questo periodo), il cigno (in estate), il drago (visibile sempre perché circumpolare) e poche altre.
Circumpolare vuol dire che gira intorno alla stella polare durante l’arco delle 24 ore senza mai scendere sotto l’orizzonte, quindi è una costellazione che non tramonta mai.
La porzione di cielo circumpolare è tanto maggiore quanto più ci avviciniamo al Polo Nord o Sud della terra e tanto minore quanto più ci avviciniamo all’equatore.
Chi sta all’equatore non vede stelle circumpolari, chi sta al Polo Nord o Sud vede solo stelle circumpolari.
Per far capire con poche parole un concetto così difficile qual è la rotazione del cielo, del Sole e della Luna come si vedono dalle varie latitudini della Terra, ho costruito una sfera celeste impiegando un grande lampione da giardino.
L’ho preso trasparente perché sapevo che sarebbe servito molto anche per i vedenti ma il diametro di 40 cm era per permettere ai ciechi di entrare dentro con le mani e scoprire come gira la volta celeste, vedere la stella polare che sta ferma, conoscere le varie forme e dimensioni delle costellazioni dello Zodiaco, l’equatore celeste, l’eclittica con il Sole, la Luna, ecc …
Può essere regolata in modo da rappresentare il cielo che si vede da qualunque latitudine della Terra tra l’equatore ed il polo nord, in qualunque momento dell’anno.
Può ruotare a mano o grazie ad un piccolo motorino a batteria.
Non ci sono tutte costellazioni del cielo ma ci sono tutte e 13 le costellazioni dello Zodiaco.
Ovviamente mancano le costellazioni meridionali dove c’è l’apertura che ho dovuto lasciare per le braccia.
Per disegnare in rilievo le costellazioni e le stelle ho usato una colla al piombo che usano i vetrai, con un beccuccio sottilissimo di 1 mm.
Visto che mi trovo, fatemi dire anche l’ultima idea che ho realizzato meno di un mese fa.
Finalmente ho trovato su Internet -dopo tanto tempo- un bel mappamondo lunare di 26 cm di diametro, con tutti i mari, i monti ed i crateri fedelmente e dettagliatamente riprodotti in stampa fotografica, dai più grandi ai più piccoli, in tutto, almeno un migliaio: bellissimo a vedersi ma che ci azzeccava con i ciechi?
Cosa dovevo fare per renderlo fruibile ai ciechi?
Ho rifatto uno per uno, tutti -ma proprio tutti- i mari, i monti ed i crateri in rilievo, fedelmente, con la colla al piombo che ho detto prima.
E’ venuta fuori un’opera davvero straordinaria, dal sapore antico.
Ho messo un numeretto in braille nei crateri, mari e monti più importanti ed anche nei luoghi dei vari allunaggi delle missioni Apollo.
Sulla base in legno del mappamondo ci sarà la legenda in braille (un grazie all’instancabile Lucia Merola) con le spiegazioni relative a ciascun numeretto.
Sono certo che anche questo strumento sarà una fonte di intense emozioni per gli appassionati di astronomia e per tutti i sognatori amanti della Luna.
Quest’anno 2014 spero sia possibile organizzare qui a Latina il seminario di astronomia subito dopo la fine del campionato mondiale di calcio, cioè nella seconda metà del mese di luglio.
Sarà un seminario di una settimana per otto persone che saranno tutte non vedenti o tutte ipovedenti per ovvi motivi di omogeneità didattica.
Ovviamente, se si farà, vi comunicherò tutto quello che potrà essere di interesse per gli eventuali partecipanti.
Noi dell’Associazione Pontina di Astronomia ci stiamo già attivando in questa direzione e ce la metteremo tutta per cercare ed ottenere qualche collaborazione.
Se volete avere qualche idea di ciò che abbiamo fatto con i ciechi negli anni passati date uno sguardo al link qui sotto.
Scusatemi se mi sono lasciato andare a qualche digressione tecnica un po’ eccessiva.
A tutti un caro saluto,
Andrea Miccoli.