ALTARE
ALTARE
LA COSTELLAZIONE
L’Altare (in latino Ara, sigla Ara) è una piccola costellazione australe visibile con difficoltà solo dalle regioni meridionali dell’Italia.
Le coordinate del punto centrale sono: 17h 00min di Ascensione Retta (AR) e -55° di declinazione (delta).
LE STELLE
Non ci sono stelle di particolare interesse per l’astrofilo.
GLI OGGETTI CELESTI
Non ci sono oggetti celesti di particolare interesse per l’astrofilo.

L’asterismo della costellazione dell’Altare

L’Altare visto da Hevelius
IL MITO
Il nome originario deriva dal nome dell’Altare dedicato al Centauro Chirone, la creatura terrestre più saggia.




















































































































































EQUINOZIO D’AUTUNNO
EQUINOZIO D’AUTUNNO
Carissimi amici ciechi ed ipovedenti,
siamo a settembre, il mese dell’Equinozio d’Autunno, è ovvio quindi che parleremo principalmente di questo avvenimento.
Innanzi tutto: cosa vuol dire EQUINOZIO? Da dove viene questa parola?
Anche Equinozio -come Solstizio- viene dal latino, viene da aequa-nox che significa “notte equa, notte uguale” …. notte uguale al giorno o meglio, al dì.
Se la durata della notte è uguale alla durata del dì, vuol dire che la notte ed il dì durano 12 ore.
Per noi che stiamo nell’emisfero Nord questo giorno si chiama equinozio d’autunno, per quelli dell’emisfero sud si chiama equinozio di primavera perché qui da noi inizia l’autunno e poi andremo verso l’inverno mentre da loro inizia la primavera e poi arriverà l’estate.
Noi andiamo incontro a dì sempre più corti e notti sempre più lunghe, loro, al contrario, vanno incontro a dì sempre più lunghi e notti sempre più corte.
Però, nei giorni degli equinozi tutti abbiamo 12 ore di luce e 12 ore di buio.
I giorni degli equinozi sono due: l’equinozio d’autunno che è questo di settembre e l’equinozio di primavera che arriva a marzo.
Non tutti sanno che soltanto nei due giorni degli equinozi il Sole nasce esattamente ad EST e tramonta esattamente ad OVEST.
Solo in questi due giorni, guardando dove il Sole sorge e tramonta possiamo dire con esattezza (o quasi…) dove è l’est e dove è l’ovest rispetto al nostro punto di osservazione.
Una particolarità per quanto riguarda l’orario: nei giorni degli equinozi il Sole sorge alle 6 e tramonta alle 18 secondo l’ora solare vera che si legge su una meridiana del luogo.
Questo succede in tutto il mondo ma non ai due poli.
Che succede ai due poli?
Lì il Sole non sorge e non tramonta ogni giorno come qui da noi, ma ogni sei mesi, quindi le notti ed i giorni sono lunghi sei mesi.
Il Sole tramonta o sorge proprio nei giorni degli equinozi.
A questo punto abbiamo due pupazzetti che uso sui miei strumenti durante questo tipo di lezioni:
Giacomino e Filippo. Giacomino sta al polo nord della Terra e quando arriva l’equinozio d’autunno vede tramontare il Sole. Nello stesso giorno Filippo, che stava al buio da sei mesi al polo sud, finalmente vede sorgere il Sole.
Quando arriverà il 20 marzo si inverte la faccenda rispetto a sei mesi prima: il Sole tramonta per Filippo che sta al polo sud e sorge per Giacomino che sta al polo nord. Di nuovo sei mesi di buio e sei mesi di luce.
Una volta, durante una lezione, in una classe di 3° media, a questo punto un ragazzetto esclama: che bello sarebbe vivere là! E io: perché sarebbe bello? Lui: perché mia madre quando esco mi dice sempre che devo stare a casa prima che si faccia buio!
La Terra, ormai, sapete quanto è grande, eppure, Giacomino e Filippo il 22 settembre vedono contemporaneamente il Sole per tutta la giornata dai due punti estremi della Terra!
Come è possibile ciò?
Cerchiamo di capirlo: il Sole è talmente lontano che i suoi raggi arrivano alla Terra praticamente paralleli tra loro.
Essendo la Terra una sfera, ovviamente ne viene illuminata sempre metà (anche in questo momento mentre qui è notte).
Siccome nei giorni degli equinozi i raggi del Sole arrivano perpendicolari sulla testa di chi si trova all’equatore terrestre e tangenti ai due poli, Giacomino e Filippo che si trovano ai poli vedranno il Sole che arriva con i raggi tangenti il loro pavimento cioè lo vedranno proprio sulla linea del loro orizzonte, tutti e due contemporaneamente, dopodiché… uno lo vede che tramonta e lo perde per sei mesi e l’altro lo vede sorgere e lo vedrà in cielo ininterrotamente per sei mesi.
Se avete capito poco (o niente) non preoccupatevi, è normale.
Come ho già detto, certi fenomeni astronomici è difficile capirli bene quando sono spiegati solo a parole.
Se io ve ne parlo è perché voglio darvi almeno la conoscenza dell’esistenza di questi fenomeni singolari che spesso nessuno conosce, però, per capire in modo completo e soddisfacente come essi avvengono ci vogliono gli strumenti giusti con le spiegazioni adeguate.
E’ quello che ho già fatto e lo farò ancora, con tutti i miei strumenti, che ho realizzato solo per questo scopo.
Continuiamo.
Solstizi ed equinozi non avvengono sempre nello stesso giorno dell’anno come tutte le ricorrenze calendariali che conosciamo (Natale, la Befana, Ferragosto, la Festa del Lavoro, ecc.) ma possono avvenire in due diversi giorni.
Questo succede per lo stesso motivo per cui c’è l’anno bisestile.
Vediamolo insieme: ogni anno non dura 365 giorni precisi ma 365 giorni e 6 ore (circa).
Le 6 ore le teniamo da parte, non c’è posto per loro sul calendario, anno dopo anno le sommiamo a parte e al quarto anno vediamo che sono diventate 24 ore che è un giorno pieno e questo giorno lo usiamo aggiungendolo a febbraio che ne avrà 29.
Quello è l’anno bisestile.
Gli antichi dicevano: anno bisesto anno funesto!
Ovviamente sbagliavano perché l’anno bisestile è un anno come tutti gli altri.
Sono bisestili tutti gli anni in cui le ultime due cifre rappresentano un numero divisibile per 4 per esempio, il 1832 fu bisestile perché il 32 è divisibile per 4; il 1954 non fu bisestile perché il 54 non è divisibile per 4.
Gli anni centenari (quelli di fine secolo che terminano con due zeri: 1700, 1800, 2000, 2100 ecc.) sono bisestili solo quelli che sono divisibili per 400 in questi che ho indicati è bisestile solo il 2000 che è l’unico divisibile per 400.
Il perché di tutte queste cose fa parte della interessante e travagliata storia del calendario che per arrivare alla perfezione che ha oggi ne ha passate di tutti i colori! Spero prima o poi di potervela raccontare.
Quindi, i solstizi e gli equinozi a causa delle sei ore di cui abbiamo detto, non avvengono sempre nel medesimo giorno ma ogni anno avanzano di 6 ore e per questo motivo possono entrare nel giorno seguente.
Eccovi un esempio:
– 2012 -anno bisestile, l’equinozio d’autunno si verificò il 22 settembre alle ore 16.40.
– 2013, l’equinozio d’autunno sarà il 22 settembre alle ore 22.40 (sei ore dopo rispetto all’anno scorso),
– 2014, alle 04.40 del 23 settembre (altre 6 ore dopo),
– 2015 alle 10.40 del 23 settembre (ancora 6 ore dopo),
– 2016 -anno bisestile – alle ore 16.40 (di nuovo 6 ore dopo) ma il giorno è il 22 settembre, non il 23 perché le 6 ore di quest’anno +6+6+6 ore dei 3 anni precedenti sono diventate 24 e sono state assorbite dal 29 febbraio 2016 che vediamo sul calendario e quindi si ricomincia daccapo come 4 anni prima.
Basta con i numeri, eccovi ora un accenno alla lunghezza dell’ombra del Sole in questi giorni.
Il 21 giugno l’ombra delle persone o di un palazzo, era molto corta (circa un terzo dell’altezza) perché il Sole -nel suo punto più alto durante il giorno – era altissimo.
In questi giorni equinoziali, invece, l’ombra è circa uguale all’altezza.
Per dare un po’ più di precisione diciamo che questo è vero il 19 settembre al Brennero, è vero il 30 settembre a Roma ed il 15 ottobre a Lampedusa.
A seconda della vostra distanza in latitudine da queste località potete trovare – sempre con un po’ di approssimazione – quando il Sole produce l’ombra uguale all’altezza nella vostra zona, il ché vuol dire che i suoi raggi arrivano con un’inclinazione di 45 gradi che sono la metà di un angolo retto.
Immaginate un bel quadrato in cui il lato verticale di sinistra siete voi in piedi, il lato inferiore è la vostra ombra stesa per terra e la diagonale che unisce la vostra testa con la testa dell’ombra è la direzione dei raggi solari.
Basta così, forse ci sono troppi numeri in questa chiacchierata, ma erano inevitabili dato l’argomento.
Per la prossima “pillola” ho in mente un argomento più scorrevole e più discorsivo ma i numeri – in qualche modo- entrano sempre.
Come si dice?… li cacci dalla porta…ed entrano dalla finestra…. Perché quando servono….servono!
A conclusione di questo incontro, permettetemi di segnalarvi con piacere questi due siti che ho scoperto da poco: il primo mi ha fatto vedere e capire che cosa è la retinite pigmentosa di cui non ne conoscevo neanche l’esistenza.
Il secondo mi è sembrato davvero una miniera di notizie, indirizzi e consigli molto utili per chiunque ha a che fare con il mondo della disabilità visiva.
Ciao a tutti e ricordatevi dei vostri amici, sicuramente ce ne stanno che sono affascinati, interessati o solo incuriositi dagli argomenti che trattiamo in queste…pillole di astronomia.
Date a loro la possibilità di partecipare.
A presto,
Andrea Miccoli.
Ecco i due siti:
www.vincenzoluigimilanesi.it
www.nonvedenti.it
DA ROSETTA A SAMANTHA
DA ROSETTA A SAMANTHA
Carissimi amici ciechi ed ipovedenti,
l’anno scorso 2013, nel mese di novembre, parlavamo della cometa Ison che doveva passare vicinissima al Sole e non sapevamo se sarebbe sopravvissuta oppure no al terribile calore del Sole.
Poi, a dicembre vi raccontai della sua triste fine che fu anche la fine della speranza di poterla rivedere.
Quest’anno 2014 a novembre si è ripetuta, con qualche variante, la stessa situazione riguardo l’avventura di Rosetta.
Un’impresa spaziale e scientifica gigantesca che ha portato ugualmente grandi risultati ma che doveva portarne molti di più e di valore immensamente più importanti.
Studiare dal vivo una cometa in ogni dettaglio stando su di essa sarebbe stato -come abbiamo già detto il mese scorso- il modo ideale per cercare di scoprire qualche segreto della vita sulla Terra.
Invece le cose sono andate in un modo del tutto imprevisto.
Ecco cosa è successo:
dopo 10 anni di operazioni e manovre assolutamente precise, perfette ed impeccabili, a 511 milioni di km dalla terra, Rosetta ha sganciato il laboratorio File che doveva posarsi sulla cometa Ciùriumov-Gerasimènko.
Tutto è andato in modo perfetto fino al momento del contatto con il corpo della cometa.
In quell’attimo File è rimbalzato come una pallina di ping-pong, ha volato per altre due ore e quando ha toccato il terreno per la seconda volta è rimbalzato di nuovo per altri 7 minuti andandosi a fermare chissà dove.
Nessuno sa dove è caduto o atterrato o “accometato” con precisione, ma siamo certi che sta sulla cometa perché ha mandato qualche immagine ravvicinata del luogo dove si trova.
Si è capito che non stava dritto in piedi e soprattutto che non era illuminato dal Sole, il ché significava che presto sarebbe mancata l’energia elettrica per la carica delle batterie, per questo gli scienziati hanno capito subito che aveva le ore contate, infatti dopo 64 ore è stato messo in ibernazione (quasi spento).
Si spera che quel pochino di luce che gli arriva chissà come, possa -anche se molto lentamente- prima o poi, dargli l’energia per fare qualche altro tentativo per farsi localizzare.
Ad Agosto 2015 la cometa arriverà al suo perielio che è il punto più vicino al Sole, circa 180 milioni di km da noi, si spera che la grande emissione di particelle di vapore possa dar luogo ad una certa diffusione della luce, un po’ come succede sulla Terra di giorno quando ci sono le nuvole, e questo porti un po’ più di luce ai pannelli fotovoltaici di File, ovunque si trovi.
A proposito del vapore acqueo della cometa, dalle ultime analisi fatte sembra che ci siano grosse differenze tra la composizione dell’acqua sulla Terra e l’acqua della cometa.
Queste differenze, qualora supportate da ulteriori analisi potrebbero mettere in dubbio l’origine cometaria dell’acqua terrestre.
Il 15 febbraio 2015 Rosetta si avvicinerà fino ad una distanza di 6 km dalla cometa e con le sue strabilianti apparecchiature di bordo chissà ancora cosa altro potrà dirci.
Concludiamo questo breve aggiornamento su Rosetta e File con un atto di speranza: speriamo di sentire presto che le batterie sono di nuovo cariche e pronte per un’altra preziosa -anche se breve- sessione di operatività.
Per chi conosce l’inglese qui appresso trovate un paio di indirizzi con le notizie aggiornate della missione Rosetta.
http://blogs.esa.int/rosetta/
http://blogs.esa.int/rosetta/2014/12/05/cometwatch-2-december/
Ora accenniamo all’evento astronomico più importante del mese di dicembre che è il Solstizio d’Inverno.
Quest’anno si verifica 3 minuti dopo la mezzanotte del giorno 21 e cioè alle ore 00.03 del giorno 22.
Nel giorno del solstizio d’inverno abbiamo il dì più corto dell’anno e, di conseguenza, la notte più lunga dell’anno.
Questo succede perché la Terra gira intorno al Sole mantenendo l’asse di rotazione sempre inclinato di 23,5° e sempre parallelo a se stesso, cioè sempre (o quasi…) diretto verso lo stesso punto del cielo.
Ma in questo giorno il Sole NON sorge più tardi né tramonta più presto. NO.
Il Sole sorge più tardi il giorno 4 gennaio e tramonta più presto il giorno 8 dicembre ma in questi due giorni il dì dura circa (a Roma) 9 ore e 16 minuti mentre il giorno con il dì più corto dell’anno è il solstizio d’inverno quando il Sole sta sopra l’orizzonte (il dì) per 9 ore e 10 minuti.
Una volta si diceva grossolanamente “Santa Lucia, il giorno più corto che ci sia” .
Dal 1582 non è più così.
In quell’anno furono cancellati 10 giorni dal calendario per motivi che prima o poi spero di potervi raccontare, e perciò il dì più corto passò dal 13 al 21 o 22 dicembre che è il giorno del solstizio d’inverno.
Voltiamo pagina…
Di questi tempi come si fa a non parlare anche della nostra Samantha Cristoforetti? Da un mese si trova nella Stazione Spaziale a 400 km dalla Terra.
Vi darò qualche aiutino per poterla seguire nell’interessante avventura che sta vivendo.
Voi sicuramente avete già qualche idea di come si vive in assenza di gravità.
La pillola di Ottobre 2013 era tutta dedicata alla ISS.
Samantha è decollata il 23 novembre 2014 dalla base di Baikonur (nel Kazakinstan) insieme ad altri due compagni di avventura ed è arrivata alla stazione spaziale dopo sei ore.
Sei ore per fare 400 km.
Noi per fare 400 km con la macchina sulla Terra impieghiamo di meno, ma loro per salire fino a 400 km di altezza hanno dovuto fare quattro volte il giro della Terra per un totale di circa 170 mila km in sei ore.
Ogni giorno Samantha tiene aggiornato un vero e proprio diario di bordo dove spiega a tutti e con tutti i dettagli quello che fa e come e perché lo fa.
Molte persone tramite le sue avvincenti spiegazioni stanno scoprendo un mondo affascinante e sconosciuto che non immaginavano nemmeno.
Questo diario di bordo si sta rivelando una fonte inesauribile di notizie interessantissime per tutti ed è come un avvincente romanzo a puntate che durerà 6 mesi dandoci una montagna di informazioni a volte scientifiche, a volte tecniche, curiose, sfiziose riguardo a tutto ciò che fa a bordo: dalle operazioni tecniche di manutenzione alle operazioni personali, operazioni di pulizia, esperimenti scientifici…tutte operazioni normali qui sulla Terra ma lì è un ambiente dove la vita dipende totalmente dalla tecnologia che dev’essere sempre perfettamente sotto controllo.
Samantha con il suo diario ci fa sentire come se anche noi fossimo con lei a bordo a seguire da vicino quello che fa.
Si possono anche fare delle domande, ma siccome sono tantissime solo qualche volta ha risposto personalmente lei, le altre volte rispondono i suoi assistenti on-line.
Non vi sto a descrivere nulla in particolare perché sarei insufficiente nelle spiegazioni, per questo vi mando gli indirizzi qui sotto.
Il primo è tutto in italiano, gli altri un po’ ed un po’.
Troverete un sacco di originali ed interessanti notizie, racconti e resoconti della vita di tutti i giorni.
Sono sicuro che anche voi sarete presi dal fascino della scoperta di tante piccole e grandi notizie riguardanti la vita di sei persone in condizioni così particolari.
Vi lascio augurandovi un buon ascolto e facendovi tanti auguri di Buone Festività Natalizie insieme ad un felice 2015 ricco di salute e serenità.
Andrea Miccoli.
http://avamposto42.esa.int/diario-di-bordo/
http://samanthacristoforetti.esa.int/
http://www.astronautinews.it/2014/12/08/l13-l14-igiene-personale-e-riordino-della-dispensa-nel-sabato-del-villaggio-spaziale/
http://www.forumastronautico.it/index.php?topic=22575.0
LE STELLE CADENTI PER I CIECHI
LE STELLE CADENTI PER I CIECHI
Sono ormai 4 anni che l’Associazione Pontina di Astronomia si interessa dei ciechi e degli ipovedenti per dare a loro la possibilità di godere delle gioie che si provano conoscendo ciò che avviene in cielo.
A partire dal mese di giugno 2013 tutti i ciechi ed ipovedenti che lo vogliono possono iscriversi ad una mail-list mensile e ricevere informazioni di astronomia in…”pillole” (inviare la propria mail a: Andrea Miccoli andmicco@libero.it ).
Ogni mese viene trattato un argomento diverso ma legato a quel mese per motivi astronomici.
La trattazione è di tipo semplice e senza approfondimenti spinti, quindi comprensibile anche a chi non ha mai sentito parlare di astronomia.In questo mese di agosto 2013 abbiamo trattato le stelle cadenti, le famose “Lacrime di S. Lorenzo” o “Perseidi”.
Qui sotto, in “Perseidi, meteore d’agosto” potete leggere e scaricare liberamente la breve spiegazione al termine della quale troverete un link ad un sito molto particolare dove si possono ascoltare le stelle cadenti in diretta streaming durante la loro caduta e, più esattamente, quando vengono bruciate dall’attrito con l’atmosfera ed appaiono come delle brevissime linee di luce, a volte anche lunghe, intense e colorate a seconda della dimensione, della composizione chimica e della direzione durante la caduta.
Questo il sito per l’ascolto delle stelle cadenti: http://topaz.streamguys.tv/~spaceweather/
Cliccando su questo indirizzo appare una pagina bianca con una piccola barra in alto a sinistra.
Cliccando su un punto qualunque della barra non c’è altro da fare, parte subito (o dopo qualche istante) l’ascolto del fruscio del ricevitore radio con cui si sentiranno le stelle cadenti.
Da tenere presente che la possibilità di assistere – in audio – alle cadute più intense di stelle cadenti va da mezzanotte circa fino a mezzogiorno circa di qualunque luogo in cui avviene l’osservazione.
Nel nostro caso il sito si trova nel Texas, quindi bisogna tener presente che il fuso orario del Texas è diverso dal nostro con una differenza di 8 ore (con l’ora legale).
In pratica, per ascoltare qui le stelle cadenti del Texas dobbiamo sapere che l’orario migliore – per noi, qui – va dalle 8 di mattina alle 20 circa del nostro orologio. Mentre dalle 20 fino alle 8 di mattina per noi non è il periodo migliore.
Buon ascolto e buon divertimento.